Questioni di cuore in noir

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«Una piccola questione di cuore», il nuovo noir di Alessandro Robecchi colpisce e affascina, come sempre. Perché «le vite degli altri» ci riguardano, basta saperle osservare con altri occhi.

Puntuale come un orologio svizzero, Alessandro Robecchi irrompe nelle vetrine librarie con una sua nuova storia. Sempre ambientata a Milano e sempre con quel protagonista anomalo per il genere: Carlo Montessori, un autore televisivo (uno dei meglio pagati perché inventore di un format di grande successo, di cui lui si vergogna…) che vive agiatamente e che non può rinunciare a … Bob Dylan. Infatti nelle sue tasche c’è sempre una chiavetta Usb comprendente tutto l’immenso repertorio del Premio Nobel. Dal 2014 in poi non c’è stata primavera senza un giallo di Robecchi.  Giallo ?forse fino a ieri la qualifica era un po’ «regalata». In fondo la «risoluzione del caso» è sempre stata di tono minore, quasi una scusa per raccontare altro. Tanto e gradito «altro» diciamolo. Vale a dire la Milano che si muove nei paraggi dell’ambiente televisivo dopo l’irruzione della tv commerciale. Pagine nelle quali Robecchi, ex-fondatore della rivista satirica «Cuore» e oggi autore per Maurizio Crozza, ha dato il meglio di sé rivelando dinamiche relazionali e, svelando una rete di rapporti interni nel dietro le quinte, per i lettori imperdibili. Per la serie… «sono brutte cose ma qualcuno le deve pure raccontare».

Questa volta però, con «Una piccola questione di cose», l’«animus noir» emerge come mai prima. Nel senso che c’è molta tensione, c’è azione e c’è un finale inatteso. Il tutto senza tradire le sue apprezzatissime coordinate espressive: ironia, minuzia descrittiva («E’ giovane, bisogna capirlo, la vita non gli sembra ancora una trappola vietnamita»), giusto scavo psicologico («Lo vedi ? Ti piacciono tutte le vite di cui non hai responsabilità. Ti siedi come al cinema, o allo stadio, ma se devi giocare tu cambi discorso») e tanta critica sociale(ad esempio con «quell’imprenditore che si concede a «magazine superpatinato», un proprietario di discoteche che straparla spesso in tv del lusso e di come servirlo agli stranieri che vengono qui. Vuole un popolo di camerieri»). 

La storia, lo dice il titolo, riguarda un amore controverso, quello di un giovane rampollo di famiglia bene (e ricca) con una donna rumena di 35 anni. Un rapporto anomalo, che nella sua definizione sembrerebbe scontato (lei, l’ammagliatrice, la donna navigata che intontisce il bimbo minchia dell’occasione). Invece, invece è tutta un’altra storia. Lei scompare, lei ha una doppia vita (ed è un mondo da scoprire, con sorpresa…!) e da qui prende il via tutta la magnetica narrazione. Carlo Monterossi riprende tutta la scena, quasi abbandonata in «Flora», ed il lettore non riesce ad abbandonare il libro. Per tacere poi della «location» che fa da sottofondo, quella Milano che ha una conformazione desolante («città di grattacieli e periferie decorose con un prato davanti, il centro commerciale adue passi, che volete di più dalla vita?») ma anche un suo essere moderno, cioè «città diffusa» (e qui arriva fino al lago di Como).

A chi scrive piace tantissimo quella specie di «fuori onda» che Robecchi propone a ritmo continuo, quell’accostare in modalità inusuale aggettivi a sostantivi, quel commentare con finta neutralità certe scene. La sua prosa rapida e precisa poi fa il resto. Senza dimenticare la sua bravura nella chiusura dei diversi paragrafi all’interno dei 33 capitoli: magnetica, che impone il «page turner». Due esempi a caso: «aveva mandato Ana in Svizzera a recuperare i Rolex da vendere per pagare i debiti.», «Poi si alzano e se ne vanno. Non era una trattativa, era una comunicazione di servizio.».

Davvero bello bello bello il nuovo giallo di Robecchiche, in barba al titolo, non è solo …  «Una piccola questione di cuore». 

«Una piccola questione di cuore», 2022, diALESSANDRO ROBECCHI, ed. Sellerio, 2022, pag.370, Euro 15,00.

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