Vite sotterranee, vite dimenticate

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“Dopo anni di pressioni, lotte, presidi, scioperi della fame, petizioni, discussioni è giunta finalmente la decisione di mettere – momentaneamente – fine a quella vergognosa e indegna situazione che risponde al nome di bunker di Camorino”. Inizia così la lunga lettera inviata alla stampa dal collettivo antirazzista R-esistiamo, il gruppo che da anni si batte per la chiusura dello stabile. Una struttura che, da tempo, è “dimora” dei Nem, acronimo di “Non entrata in materia”, ovvero i richiedenti asilo a cui è stata decretata la partenza dalla Svizzera. Quando? Non sì sa, ma intento stanno chiusi lì sotto, nel bunker.

Sabato 9 aprile, il gruppo ha presidiato davanti al bunker di Camorino, dove sono ancora recluse 17 persone. Dopo essere rimasti davanti ai cancelli, il collettivo si è spostato verso l’entrata principale dell’area dove, a fare la guardia, c’erano diversi agenti della polizia e della Securitas. Verso sera, due persone del Collettivo sono riuscite ad accedere all’interno della struttura e a filmare le stanze. Nel seguente video vengono mostrate le condizioni in cui erano costretti a vivere i richiedenti asilo.

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