Batteri resistenti anche in Antartide

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Tempo fa, da un sondaggio condotto in Svizzera a proposito delle paure più diffuse fra la popolazione, è emerso che, ai primi posti di questa classifica “del terrore”, c’era anche la paura alimentata dalla sempre maggiore resistenza dei batteri agli antibiotici. L’antibiotico-resistenza, il fenomeno che vede alcuni batteri capaci di resistere e vanificare l’effetto degli antibiotici, è ormai diventata un’emergenza globale. A tutto questo va aggiunto il fatto, non secondario, della diffusione di questi batteri presenti anche in quelle aree più soggette di altre ai mutamenti climatici come nel caso dell’Antartide.

Sempre più spesso, il fatto di trovarsi a combattere con batteri di questo tipo, è all’origine d’infezioni e di degenze ospedaliere che si allungano e che, nei casi peggiori, causano morti che si sarebbero potute evitare se i farmaci avessero fatto effetto. Secondo uno studio recente, pubblicato sulla rivista scientifica Lancet, sono stati quasi un milione e mezzo i morti causati nel 2019 dall’antibiotico-resistenza. Un fenomeno naturale alimentato dall’abuso e dall’utilizzo in maniera indiscriminata degli antibiotici. 

A partire dalla metà degli anni Quaranta abbiamo infatti cominciato a utilizzare grandi quantità di questi farmaci sia nella medicina umana che in quella veterinaria, accelerando la comparsa di batteri resistenti. Infatti, ogni volta che facciamo uso di un antibiotico, corriamo il rischi che ci siano dei batteri in grado di sopravvivere al farmaco e che diventano così dominanti. Ecco perché la questione oggi più allarmante riguarda l’espansione a livello globale di forme di resistenza in quei batteri all’origine di malattie.

E purtroppo le novità che ci arrivano dal mondo della scienza non sono per nulla incoraggianti. Da una ricerca condotta da un gruppo di scienziati della University of Chile, si è scoperto che, batteri con geni resistenti agli antibiotici, sono presenti anche nella regione dell’Antartide dove questi microorganismi si sono evoluti e adattati per resistere a condizioni estreme. L’analisi condotta ha mostrato, per esempio, che i batteri appartenenti al genere Pseudomonas, uno dei più diffusi nella Penisola antartica, sono resistenti ai disinfettanti più comuni.

Ora però, con il surriscaldamento climatico in atto, i geni collegati all’antibiotico-resistenza di questi batteri potrebbero diffondersi anche altrove aggravando una situazione di per se già preoccupante. “Sappiamo che il suolo della penisola antartica, che è una delle regioni maggiormente colpite dal riscaldamento globale in termini di scioglimento del ghiaccio – ha dichiarato Andres Marcoleta, uno degli autori dello studio – ospita una grande diversità di batteri. E abbiamo scoperto che alcuni di loro costituiscono una potenziale sorgente di geni che conferiscono loro una straordinaria resistenza agli antibiotici”

Insomma, una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere. Si stima che, nel 2050, le infezioni batteriche causeranno a livello globale circa dieci milioni di morti ogni anno, superando ampiamente i decessi per tumore, diabete o incidenti stradali. Gli antibiotici sono uno strumento fondamentale per contrastare diversi tipi di infezione, basti pensare che le operazioni chirurgiche non potrebbero essere eseguite senza l’aiuto di questi farmaci. Ecco perché oggi più che mai è necessario un cambio di passo che porti ad un impiego diverso e più appropriato degli antibiotici, per ridurne l’abuso e prolungarne il più possibile la vita.

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