Che sarà mai una pacca sul sedere

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Sulla questione del raduno degli alpini e delle relative molestie, l’Italia riesce purtroppo a dare, come spesso accade, il meglio e il peggio di se stessa. 

Se da una parte c’è chi ha raccolto le denunce e ha ribattuto forte e chiaro che le molestie vanno denunciate, soprattutto quelle di ultracinquentenni ubriachi, che siano alpini o no, dall’altra assistiamo alla sfilata di trogloditi che non solo giustificano la “camerateria da caserma” o gli apprezzamenti pesanti alle donne, ma addirittura condannato chi ha avuto l’ardire di denunciare. 

Avevamo dato spazio ai fatti di Rimini, dove si era tenuto il raduno con circa 500’000 alpini, riportando anche alcune testimonianze. (leggi qui sotto)

Parlavamo di trogloditi, come ad esempio il sindaco di Trieste (Forza Italia) che aveva commentato:

“Ma stiamo scherzando? Una ha detto: ‘mi hanno detto che ho un bel paio di gambe e mi sono sentita violentata’. Quando vediamo passare una bella ragazza, cosa pensiamo? Siamo maschi. Ma stiamo scherzando? Se le avessero detto ‘hai un bel c…’, cosa avrebbe fatto allora? Viva gli alpini! Viva gli alpini! Vorrei dire a questa persona: Signora guardi che la violenza è un’altra cosa”

Stendiamo un velo pietoso su quelle che sonon state prese a male parole, a insulti, o sono state spaventate a morte, come possiamo legegre dalle testimonianze. Trogloditi soltanto? No, pure troglodite, perché come spesso purtroppo si constata, i peggiori nemici delle donne sono le donne stesse, in questo caso mica una scema qualsiasi, ma l’assessora alle pari opportunità sempre del veneto Elena Donazzan (indovinate? Esatto, Fratelli d’Italia).

Mettere una così alle pari opportunità è come mettere un bracconiere all’ufficio caccia e pesca. Ma come esprime, da assessora alle pari opportunità la sua solidarietà alle donne la Donazzan?:

”Io credo che chi vuole gettare fango e polemiche lo faccia veramente con una grave colpa, e dovrebbe vergognarsi soprattutto se abita nelle zone dove gli alpini sono molto presenti. Allora c’è una denuncia su una manifestazione così, ce ne saranno pure due o tre, beh, vediamo chi si è macchiato di questo, sono quasi certa che non si tratta di alpini. E poi perdonatemi, se uno ti fa un sorriso, mi fischia dietro e son bella, io sono pur contenta.”

Da lasciare sbaccaliti, come direbbe il simpatico Armando Ceroni. Dalle dichiarazioni della seguace di Giorgia meloni, possiamo desumere alcune considerazioni:

1)Se sei di Mestre o Caorle, degli alpini non si può parlare male. Puoi solo se sei di Caltanissetta ed eventualmente il tuo circolo elettorale non comprende elettori con la penna nera.

2)Gli alpini non sono stati. Donazzan lo sa, deve aver parlato, tra una pacca sul sedere e una salva di fischi, con tutto il mezzo milione di militari presenti al simpatico raduno.

3)Se anche sono assessora alle pari opportunità, sposo i cliché più triti su uomo e donna, e se uno mi fischia dietro o mi grida bella f**a, in fondo è un simpatico maschio che vuole lusingarmi e devo esserne felice.

https://video.repubblica.it/politica/molestie-alpini-l-assessora-alle-pari-opportunita-del-veneto-se-uno-mi-fischia-dietro-son-contenta/415567/416501

Dopo la bocciatura del DDL Zan, l’Italia si trova di nuovo a fare i conti con una mentalità retrograda e machista, sostenuta soprattutto a destra. Una mentalità che più si va a Nord, è triste dirlo, più difficilmente trova dei corrispettivi. Comportamenti del genere, in Scandinavia, in Germania o anche solo in Svizzera tedesca, difficilmente avrebbero trovato sostegno tra la politica, non parliamo poi di complicità, come nei due casi qui riportati.

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