Dialogo tra un non capisco e un non so. Il Crus ha meriti che vanno oltre la coppa svizzera

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Olà, ben ritrovato. Da chi cominciamo stavolta?

Che domada! Dall’uomo della settimana, del mese e probabilmente anche dell’anno.

Il «Crus» … 

… eh già. Domenica a Berna ha realizzato il suo capolavoro. Ma non mi va di dare i numeri, il 4-4-2 e il 5-3-2 o…  , lasciamo stare tattiche e tatticismi (anche perché mi sembrano un po’ balle). Lui, il Crus, ha saputo trasformare la finale di coppa svizzera in una semplice conseguenza. La sua enorme bravura è stata questa. Eppoi lui è … 

È  … ?

… te lo dico con una parola sola: «uno vero». Non recita, è fatto così. Può dire quello che vuole e gli si vuole bene, subito. Poi domenica scorsa al fischio finale, quel mettersi a nudo con un pianto liberatorio ma anche profondamente intimo. E’ andato a salutare la panchina avversaria pinagendo: mai vista una cosa così su di un campo di calcio. Un alieno per il mondo del pallone. Arrivato dal passato ma con i piedi ben piantati sul presente. Anche se adesso per lui inizia il difficile …

Vale a dire ?

La beatificazione non è facile da gestire. Una prima pagina come quella del Corriere di lunedì non la sia è mai vista in Ticino. Neanche per un morto, un politico, un prelato o un’eccellenza nelle arti o scienze (qualcuno, nel nostro piccolo, abbiamo…). Anche il ricevimento in Municipio, e non erano pochi i politici presenti per applaudire lui e i suoi pards. In contemporanea la folla in piazza, tutti felici. Giusto così anche perché, diciamola tutta, se non ci fosse stato lui, in pratica l’unico «sportivo ticinese» (con Renzetti, d’accordo) la votazione sul polo sportivo sarebbe stata più complicata.

Vediamo, intanto nel mondo del pallone …

…i campionati stanno finendo e molti interessi sono focalizzati sull’ultimo traguardo, quello più prestigioso: la champions, con Liverpool e Real Madrid. Non proprio due esordienti. Poi ci sono i primi movimenti su quello che viene chiamato «mercato». Il primo colpo lo ha messo a segno il Manchester City, con il giovane norvegese Haaland. Classe 2’000, in un campionato e mezzo di Bundesliga ha segnato 62 reti. Cifra da capogiro. Uno dei futuri palloni d’oro è prenotato.

La critica però intravede qualche problema, nel senso che il suo futuro allenatore (Pep Guardiola) non prevede il centravanti … 

…sì ma sono i soliti bla-bla, come se Guardiola non avesse mai giocato con un centravanti vero. Tevez, Lewandowski e Kun Aguero non dicono niente ? L’aspetto interessante è però un altro: come nel domino quando una tessera cade se ne trascina altre. E allora prepariamoci ad un’estate con un paio di trasferimenti eccellenti. Almeno sulla carta. Un anno fa tutti a declamare i nomi dei massimi in clamorosi trasferimenti (Messi e Ronaldo) poi  la realtà ha detto che, lo sappiamo cosa ha detto. Il calcio non è questo, per fortuna sua, il calcio è anche e soprattutto il Crus. Le emozioni vere arrivano da questo mister con «quella faccia un po’ così e l’espressione un po’ così».

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