Dio salvi la Regina

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Vuoi vedere che è la volta buona? Per la prima volta, Carlo d’Inghilterra sostituisce la madre nel discorso della regina, visto che Elisabetta sembra avere problemi di mobilità.

La credevamo immortale, immarcescibile, invincibile. Anche se non inglesi, è difficile non subire il fascino della regina Elisabetta, una donna rimasta sempre fedele a sé stessa nell’arco dei suoi 71 anni di regno. Ma anche lei, nonostante i meme sui social che la prendono allegramente in giro, considerandola più antica dei dinosauri e destinata a seppellirci tutti, comincia a sentire i segni del tempo.

D’altronde, 96 anni sono tanti già sulla poltroncina in tinello dove tra un gatto accoccolato sui piedi e un lavoro a maglia, molte sue colleghe vivono serenamente i loro ultimi anni. Essere regina è faticoso e la vita non è stata molto buona con Elisabetta, che ha dovuto attraversare una guerra mondiale per vedere ridimensionata e sfilacciata la famiglia reale. Lei, che ha sempre obbedito all’etichetta e al suo ruolo, ha dovuto confrontarsi con scandali e fughe in avanti, con una famiglia reale che (anche giustamente, diciamolo) rivendicava il suo diritto alla normalità.

Un gesto che fa considerare seriamente, ed a breve, un avvicendamento che porterebbe finalmente l’eterno principe Carlo, che di anni ne ha pure lui 73, a diventare finalmente monarca. La sostituzione di Carlo, è arrivata a sorpresa, quando nella mattinata del 10 maggio, alla camera dei Lord, al discorso per l’inaugurazione della nuova sessione del parlamento, ha visto il figlio sostituire la longeva regina.

Che poi diciamolo, Carlo secondo me aveva perso le speranze, con una nonna che aveva vissuto fino a 102 anni (la regina madre Elizabeth Angela Marguerite Bowes-Lyon

, moglie di Giorgio VI), le sue aspirazioni a diventare re si affievolivano ogni anno. Anche perché Elisabetta, come il Papa, non sembrava propensa a mollare. 

Ma l’età e la morte recente del marito Filippo, sembrano aver intaccato la ferrea tempra di una regina, che più di altri ha segnato il passaggio del secolo scorso.

In 59 anni, Elisabetta non era mai mancata all’inaugurazione della sessione della camera dei lord, in precedenza le sue uniche assenze furono per il parto dei figli.

In fondo la amiamo, e non fingete che non ve ne freghi niente della vecchietta di Buckingam palace, perché le riconosciamo l’enorme coerenza di mantenere il timone di un ruolo che forse non aveva nemmeno scelto. Perché è questo il problema dei reali, che diventa sempre più chiaro con le defezioni di alcuni e per le violazioni dell’etichetta. Una prigione, anche se dorata, è sempre una prigione. Ed Elisabetta, sussiegoso e compreso uccelletto, è sempre rimasta nella sua gabbia, come due grandi donne che l’hanno preceduta, Elisabetta prima, la regina vergine e Vittoria, che vide il massimo splendore dell’impero britannico.

Donne forti in un mondo di uomini, costrette come la prima Elisabetta insegna, a sposare l’Inghilterra, per avere come consorte l’intero popolo britannico, un peso non indifferente, soprattutto se da portare per tutta la vita.

Carlo, poverino, non ha nemmeno la metà del carisma materno, ma mica è colpa sua. Il mite delfino del regno, sempre in attesa, travolto dallo scandalo d’amore con Camilla Parker Bowles e messo in ombra dalla bella moglie defunta Diana, può solo essere un intermezzo nella storia.

Ad attendere, il figlio William duca di Cambridge, che sembra ricalcare la rigida e inumana capacità della nonna nel mantenere la barra al centro. Comunque, per ora Elisabetta è ancora lì, ispiratrice di meme, barzellette e storielle. Una regina unica che ci mancherà di certo,

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