Figli di Putin

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Non ho nulla contro i “figli di Putin”. Nel senso che ognuno di noi ha il diritto di prediligere un sistema politico. Esattamente come tutti abbiamo il diritto di non sopportarne un altro. È il bello della democrazia (e della libertà di opinione) che consente a tutti di scegliere la visione della società che più gli aggrada.

È quindi lecito aspirare ad una organizzazione statale verticistica ed autoritaria. Ed è anche lecito apprezzare i modi spicci di Putin e la sua visione degli equilibri internazionali.

Mi chiedo però, se non stoni il crescente apprezzamento per Mosca dopo il 24 febbraio. In Svizzera, ma anche in tutti gli altri paesi democratici. In Italia, per esempio, un recente sondaggio indica che oltre il 35 per cento dei cittadini parteggia per Putin; mentre in Svizzera il primo partito, l’UDC, considera il leader russo un “incompreso”. Senza dimenticare che anche chi non ha mai amato gli Stati Uniti e l’Alleanza atlantica, è propenso a sostenerlo.

Certo è che sostenere l’autocrate russo in tempo di pace, è una cosa quasi innocua. Sostenerlo dopo l’inizio di quella che Mosca si ostina a definire una “operazione militare speciale”, assume un’altra dimensione. Qualcosa che per me è inquietante. Perché può significare essere schierati contro la democrazia ed ambire ad un cambiamento radicale di sistema. Oppure, più semplicemente, può significare che i diretti interessati non vedono alcuna differenza tra potere assoluto e democrazia.

Resta il fatto che questa (forte?) minoranza può costituire una più che discreta base nella quale innestare una nuova avventura antidemocratica. Proprio come successe nel 1933 con la democratica elezione di Hitler; preceduto nel 1924 dall’elezione di Mussolini.

E allora faccio mia una considerazione di Angelo Panebianco: “Forse sopravviveremo alla minaccia di guerra nucleare che Putin lancia a giorni alterni. Ma dovremo anche imparare a costruire argini e barriere. Per impedire agli amici dei tiranni di prendere a bastonate questa fragile democrazia”.

Alberto Cotti

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