Fra le pieghe del rancore

Pubblicità

Di

Gianrico Carofiglio onora il maestro di tutti, Fedor Dostoevski, con un «delitto e castigo» intrigante. «Rancore», una gran bella lettura.

Penelope Spada, la recente protagonista di Gianrico Carofiglio, sembrava «scritta» per impresa sola, quella di un anno fa («La disciplina di Penelope» per la collana Il Giallo Mondadori). E invece eccola di nuovo, in «Rancore», questa volta stampato da Einaudi. Il motivo di questa «second life» sembra molto semplice: al suo esordio questa ex-procuratrice dal passato non chiaro era rimasta come inespressa, con parecchie ancora da dire. E ora lo fa, tant’è che la Penelope di quest’anno, parere personale, piace assai di più.

La magistrata di successo rimasta sulla rampa di lancio per una destinazione brillante (tutti la davano ai vertici della giustizia, se non luminare universitaria), all’improvviso si è bloccata, arrivando ad una forma di autopunizione. Perché? Nessuno lo sa. E forse nemmeno lei, data la sua inquietudine intellettuale di fondo. Fatto le è che, per sopravvivere, si è data a piccole investigazioni private. Senza clamori, addirittura animata da un fondo di controvoglia, neanche fosse pervasa da una rassegnazione mentale, o spirituale. 

In «Rancore» viene coinvolta da una giovane donna che, con anni di clamoroso ritardo, vorrebbe saperne di più sul testamento del padre, morto due anni prima. La causa della morte è chiara e certificata da un medico: infarto. La firma di questo certificato di morte non è di un dottore casuale ma dal suo grande amico, l’unico rimastogli, che con lui ha condiviso tutto il percorso scolastico. Differenziandosi solo nella «gestione» della carriera medica: umile e semplice l’ancora vivo, temerario e filibustiere il secondo (in pratica era un boss della medicina, invischiato nell’industria farmaceutica, negli ospedali privati, nella baronia universitaria). Un brutto ceffo che non si faceva scrupoli nel creare tabula rasa attorno a sé. Anche con la stessa figlia, nata dal suo primo matrimonio. Dunque una montagna di soldi in ballo per una moglie giovanissima appena sposata (e assente al momento della dipartita) ed una figlia quasi misconosciuta che vorrebbe saperne di più. Coordinate classiche per un giallo di ordinanza. Per uno sviluppo dell’inchiesta facile da ipotizzare.

E invece … non va così. E del resto è casuale che lo scrittore barese frequenti sempre le primissime posizioni nelle classifiche di vendita. In «Rancore» i personaggi vengono delineati nella loro psicologia con tratti da maestro. Gli avvenimenti non sono mai come ce li si aspetta (montaggio e smontaggio magistrali) e, quel che più attira, la «visione civile» sottintesa ad ogni pagina, affascina come nel miglior Carofiglio. Da applausi. Con precisione chirurgica lo scrittore barese accompagna il lettore in una vicenda semplice ma anche complicata, affronta frangenti con razionalità e sensibilità e «sapere» da giurisprudenza certificata. Con Penelope che cresce pagina dopo pagina: incuriosisce e stupisce, intriga. E si lascia scappare un qualcosina sul suo passato… Notevole, non ci sono altri commenti.   

«Rancore 2022, di GIANRICO CAROFIGLIO, ed. Stile libero Einaudi, 2022, pag. 238, Euro 18,50.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!