Gli ologrammi del futuro

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Abbiamo tutti presenti un grande caposaldo della fantascienza, ovvero l’ologramma. Difficilmente un film sci-fi, scorre tranquillo senza che un qualche delegato interstellare, imperatore galattico o cacciatore di taglie spaziale appaia in 3D.

Roba che per noi fa parte a pieno titolo della fantascienza, come il teletrasporto o il raggio della morte. Ma cos’è esattamente un ologramma? Leggiamo da Focus:

“…immagini tridimensionali, e in particolare quelle stereoscopiche, ovvero quelle che appaiono con prospettive diverse a seconda del punto di osservazione. L’ologramma consente di riprodurre, con notevole precisione, un’immagine precedentemente registrata. In fase di registrazione un fascio di luce laser viene inviato sia verso l’oggetto da riprodurre, sia verso una lastra di materiale sensibile. Grazie a un gioco di specchi, la luce che arriva dalla sorgente interferisce con quella riflessa dall’oggetto. Sulla lastra dunque si formano delle linee, chiamate frange di interferenza. Le frange contengono l’informazione sulla tridimensionalità.”

Insomma, l’imperatore Palpatine di guerre stellari vi chiama, e voi lo vedete lì in 3D come se fosse presente prima che decida di polverizzarvi. Una cosa imbarazzante se ci troviamo in mutande e ci stiamo scolando un Mojito ascoltando i Beach boys.

Ebbene, la fantascienza è oggi realtà. La NASA infatti, è riuscita in un’operazione che renderà felici i fan di Star Trek, avendo completato per la prima volta, nell’ottobre del 2021 (ma l’anno detto solo ora), il primo tentativo di olotrasporto dalla terra allo spazio.

Vi risparmio i dati tecnici, che parlano di olocamere e software per venire al sodo: Sulla stazione spaziale ISS, sono stati “olotrasportati” il Dr. Josef Schmid, e il CEO di AEXA Aerospace Fernando De La Pena Llaca, permettendo loro di intrattenere una conversazione con gli astronauti a bordo della stazione.

Il primo tentativo riuscito, dunque, di fare interagire nello spazio degli astronauti con ologrammi di persone che risiedono sulla terra. E se avevate già l’ansia delle videochiamate, beh, rassegnatevi, in futuro la gente entrerà in casa vostra senza ritegno alcuno, invadendo in 3D spazi intimi e privati. Scherzi a parte, la questione è abbastanza importante. La Nasa ritiene che questo sistema rivoluzionerà in modo significativo le comunicazioni spaziali ( e anche quelle terrestri penso io). C’è già chi ipotizza l’interazione con strumenti aptici, ovvero con un’interfaccia che permetta di manovrare un robot, reale o virtuale, e di riceverne delle sensazioni tattili in risposta (retroazione o feedback).

Immaginate un ologramma con cui potete interagire? Materiale del futuro, certo, un futuro che sembra non avere confini e che apre porte inimmaginabili. 

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