I cani del barrio

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Due indagini, due storie. Nel bel mezzo l’ispettore Ferraro che deve pure fare i conti con i giovani di oggi e … gli anziani: il tutto a pandemia nascente a Milano. Un Gianni Biondillo in grande forma con «I cani del barrio». 

Gianni Biondillo è uno scrittore milanese che ha avuto una meritata notorietà all’ esordio, con due titoli uno più bello dell’altro: «Con la morte nel cuore» del 2004, e «Per cosa si uccide» nel 2005 (ambedue per i tipi della Guanda). La sua era una voce nuova e originale: storie ambientate a Quarto Oggiaro, periferia degradata che lui ben conosce avendoci vissuto, appartenendo ad una classica famiglia meridionale salita a Milano per lavoro. Storie scritte in modalità potente, vale a dire con la piena assunzione della lezione pasoliniana: linguaggi diversi nel pieno rispetto dell’emittente. In altre parole l’emigrato parla come un emigrato, il giovane come un giovane ed il poliziotto come un poliziotto. Non è così scontato e accade più raramente di quanto non si pensi. 

Gianni Biondillo è anche un architetto assai conosciuto in Ticino, infatti ha collaborato (con non pochi apprezzamenti) con l’Ateneo di Mendrisio. 

Come narratore, o noirista, dopo i due libri citati lo scrittore milanese ha inanellato una serie di titoli più o meno indovinati senza però mai ripetere il successo iniziale. Il motivo, almeno per certi critici, è da intravedersi nel fatto che ad animare le sue storie ci sia stato una sorta di pilota automatico. Narrazioni sempre piacevoli, perché lui sa raccontare, eccome se lo sa fare, ma «animate» ad intermittenza. 

Ora, anno domini 2022, eccolo di nuovo con un titolo che, parere personale, è il suo miglior romanzo in assoluto. «I cani del Barrio»: una doppia indagine in grado di offrire un’immagine nuova e aggiornata di Milano, che non è più da bere ma infastidita da inquietanti notizie che arrivano dalla Cina («Ma non sarà la solita cinesata ? e cos’è sta novità delle mascherine?, mica possono obbligarci!», si sussurra negli uffici di polizia). La prima inchiesta di Ferraro riguarda un noto impresario «new-green»: di successo e stimato, senza apparenti nemici. Eppure lo stavano massacrando in un bosco ed è stato salvato casualmente da un passante. Chi può essere stato e, soprattutto, perché? La notorietà del malcapitato fa strillare i giornali ma lui sembra quasi non collaborare…: come mai? per i vertici istituzionali questa situazione ha la massima priorità, da risolvere subito! Il secondo caso invece è incentrato sulla sparizione di un adolescente, nato in Italia e italiano a tutti gli effetti ma … la sua pelle non ha il colore bianco. Dunque considerato un emigrato, un «rubalavoro» come tanti. È figlio di una filippina che l’ispettore Ferraro ben conosce e dunque, nella sua speciale testa di poliziotto, ha la precedenza.

Le due inchieste appartengono a due mondi diversi: da una parte i luccichii della Milano emergente che vuole sentirsi à la page, dall’altra quella degli adolescenti di oggi che si riuniscono in bande, che creano senso di appartenenza nell’incomprensione che viene a loro dedicata: «cani della barrio», appunto. Due violenze con espressioni divergenti ma congiunte da una disperazione comunque evidente. E Ferraro si ritrova nel mezzo, ad esplorare queste veemenze. Si sente inadeguato, e si fa aiutare da un Virgilio speciale: sua figlia quindicenne. Per leggere certi «segni», certi codici (anche elettronici, ma non solo) bisogna per forza «calarsi» nei panni della nuova gioventù. Non bastasse questo viene familiarmente toccato dal Covid, con suo padre ospedalizzato. Ed il senso di spaesamento al centro del ciclone aumenta, professionalmente ma più ancora personalmente, diremo intimo. È il più bel Ferraro mai letto, spaurito e volutamente solo. Che non sa da che parte volgere lo sguardo: verso la vitalità della figlia o l’imminente morte del padre, che neanche si può più andare a visitare all’ospedale? Sensibile, preciso e … reale. Davvero una bella lettura, «I cani del barrio». 

«I cani del barrio». 2022, di GIANNI BIONDILLO, ed. Guanda, 2022, pag. 205, Euro 17,00.

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