I cinghiali dei fori imperiali

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Sono in allarmante e costante aumento le orde di cinghiali che invadono Roma, costringendo i residenti di svariati quartieri a rispettare, partendo dalle ore serali, un rigoroso inedito coprifuoco per evitare i pericolosi incontri con le setolose schiere dei suini Visigoti, artiodattili ormai così arditi e disinibiti al punto da tramare un nuovo sacco della città eterna, non dissimile da quello ordito nel 390 a.C. da Brenno, truce duce dei Galli Senoni.

I bollettini giornalieri diramano notizie inquietanti e le chat di quartiere denunciano proditori attacchi nelle circoscrizioni  Balduina,Trionfale,Ottavia, Monte Mario e Cammilluccia.

E’ dell’altro giorno una vera e propria aggressione ai danni di una donna di 43 anni, circondata con il suo mastino napoletano da otto pelosissimi ungulati che reclamavano, in un assordante concerto di grugniti non empatici, la resa di due sacchetti della spesa zeppi di generi alimentari molto più allettanti delle solite prosaiche e vili ghiande, evangelico cibo da figliol prodigo.

La malcapitata signora si è data all’affannosa fuga, riportando qualche ferita lieve da villano tamponamento e rimediando fibrillazioni da paura boia.

Intanto vaga lo spettro della peste suina e piovono le ordinanze per rimodulare i confini delle zone ormai infette mentre l’assessore all’ambiente – non godendo del privilegio di poter ricorrere alla preziosa e masticante consulenza di Obelix – si confronta con il commissario straordinario.

Entro trenta giorni, così si spera, dovrebbe essere elaborato un preciso  piano che preveda le modalità per gli abbattimenti selettivi, ormai irrimediabilmente necessari.

Circolano filmati dove ineffabili cinghiali, simili a turisti perditempo, passeggiano per le vie 

centrali, zampettando curiosi e sussiegosi e frugando nei cassonetti della spazzatura, in genere debordanti e rigurgitanti secondo la consolidata moda dell’Urbe che alla differenziata ben impacchettata preferisce la indifferenziata debitamente stravaccata.

Ha suscitato congruo scalpore un video sui social dove un corpulento cinghialotto rullava la sua ciccia a Monteverde, a un tiro di schioppo dalla casa del sindaco Gualtieri: pare che l’intruso sia stato narcotizzato , nella attesa di una soppressione deliberata dalla giunta comunale con una votazione quasi unanime.

I nuovi bulli della città sono i mammiferi dai grugni straordinariamente tattili e olfattivi e dalla ardimentosa

attitudine invasiva, nuovi legionari che procedono a branco di testuggine alla conquista di spazi sempre più vasti: e perfino il clan dei Casamonica perde il suo primato di strafottenza, in questa stramba guerra di ancheggiante invadenza.

In questi due anni di Covid gli ospiti senza invito si sono moltiplicati a dismisura e una mammona con la sua strabordante cucciolata, così simile a una scolaresca in gita  culturale, è stata fotografata durante una visita ai Fori Imperiali: dal Tempio di Marte a quello di Minerva il tragitto non è poi così lungo.

Diciamo il tempo di qualche perforazione nel terriccio e di un’annusata ad ampio raggio dentro l’estensione di un versaccio gutturalmente da ubriaco fatto .

Una sottospecie di rutto amplificato e indirizzato verso il Foro di Cesare, dove la statua equestre si è indignata un poco anche se la cosa peggiore restano le pugnalate.  

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