I russi andranno in paradiso

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Ma come si può essere così imbecilli? Ma soprattutto, come si fa ad essere talmente asserviti a un regime da non saltare sulla sedia per dichiarazioni del genere?

Parlo di uno dei dibattiti sulla guerra diretti da Vladimir Solovyov (a proposito, tra russi e ucraini si chiamano tutti Vladimir?). Giornalista e Anchor man di Russia 1, il principale canale di stato, Solvyov è ritenuto da molti uno dei cani da guardia di Putin. Polemista aggressivo, ricorda i numerosi opinionisti italiani sempre pronti alla rissa, incapaci di ascoltare e depositari, come durante il periodo Berlusoni, del pensiero unico del leader.

Celebre come conduttore della domenica sera, col suo programma “Domenica sera con Vladimir Solovyov” (fantasioso), ha ospitato l’altra sera alcuni ospiti, tra cui la giornalista russa di origine armena Margarita Simonyan


La Simonyan se vogliamo è anche peggio di Solovyov. È caporedattrice dei media controllati dallo stato russo (Ex Russia Today). La Simonyan è stata da poco sanzionata dalla UE per “azioni e politiche che minano l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina”. 

Ma che si sono detti questi due gaglioffi? Durante la trasmissione si è evocata la possibilità di una terza guerra mondiale. La Simonyan, discutendo con Solovyov ha dichiarato: 

“O perdiamo in Ucraina o avrà inizio la terza guerra mondiale. Penso che la terza guerra mondiale sia molto più realistica. Conoscendoci, conoscendo il nostro leader Vladimir Putin, il più incredibile risultato è che tutto questo potrebbe finire con un attacco nucleare. Mi sembra l’opzione più probabile rispetto alle altre. È orribile. Da una parte ma d’altro canto abbiamo la consapevolezza che sia quel che sia noi andremo in paradiso e loro tireranno semplicemente le cuoia.”

Che la televisione di stato russa trasmetta roba del genere lascia stupiti ma neanche più di tanto, Siamo abituati a confronti peggiori sulle reti italiane. Che lascia di stucco è l’idiozia e la serenità con cui si propina anche al proprio popolo l’ipotesi di una guerra nucleare, che tutti sappiamo perdente su tutta la linea per tutti i contendenti.

Il richiamo al paradiso, anche se probabilmente scherzoso, è agghiacciante. Lo è per la faciloneria con cui si parla di cancellazione della civiltà, lo è perché entra nel solco di una retorica medievale, quella del “Dio è con noi”, una fesseria che ha visto tutti gli eserciti nei secoli , vincenti o perdenti, evocare. I russi sono davvero convinti che Dio sia con loro? E che vale la pena di morire tutti per non si sa cosa? 

Ma soprattutto, qual è lo scopo mediatico di terrorizzare la propria popolazione su un seguitissimo canale di stato? E i russi? Accettano tutto ciò? Qualsiasi persona sana di mente dovrebbe ribellarsi all’idea di un conflitto annichilente che cancellerebbe ogni traccia di civiltà dal nostro pianeta. Una follia e una leggerezza che mai si è sentita durante i decenni di dominio sovietico nonostante la guerra fredda.

Dichiarazioni del genere, fanno strame di ideologie, di nazisti, di rivendicazioni e esprimono solo un concetto: se andiamo a fondo voi venite con noi. Davvero i russi vogliono seguire Vladimir Vladimirovich Putin e i suoi cani su questa china?

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