Il conflitto dimenticato

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AFGHANISTAN: Il capo supremo afgano Haibatullah Akhundzadeh, in occasione del Eid Al-Fitr, ha “elogiato” i successi degli studenti coranici che avrebbero garantito “la libertà e la sicurezza” del Paese. Proprio alla vigilia della festa di fine Ramadan, due attentati sanguinosi a Kabul hanno causato decine di vittime.

Sabato scorso il governo talebano ha annunciato che le donne in pubblico sono obbligate a indossare il burqa. Questa decisione è stata presa secondo un decreto del leader talebano Akhundzadeh che recita: “Le donne che non sono troppo anziane o troppo giovani devono coprire il volto, ad eccezione degli occhi, in rispetto della Sharia, in modo da evitare provocazioni agli uomini che non sono parenti”.

COREA del NORD: Pyongyang continua con i suoi test di missili balistici verso il mare giapponese, dall’inizio dell’anno è la quindicesima dimostrazione di forza. Questi missili raggiungono un’altitudine di 780 chilometri, con una velocità 11 volte superiore a quella del suono. Il leader nord coreano Kim Jung Un intende accelerare lo sviluppo dell’arsenale atomico “alla massima velocità” possibile.

Il neo presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Ygol, il cui insediamento è in programma il 10 maggio, ha dichiarato di essere disposto a incontrare Kim Jung Un.

INDIA: Detiene i record di morti al mondo per Covid-19. Ad affermarlo è l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha diffuso un rapporto aggiornato sulla pandemia. Le vittime sarebbero 4 milioni e 700 mila, un dato circa 10 volte superiore ai numeri ufficiali forniti finora dal governo di Dehli. Inoltre India rappresenta quasi un terzo dei decessi per Covid a livello mondiale.

IRAN: Il 27 aprile il ministro della Difesa cinese, generale Wei Fenghe, ha incontrato il presidente iraniano Ebrahim Raisi, per rafforzare la cooperazione in ambito militare, che si aggiunge alla già proficua collaborazione commerciale e culturale. La visita del generale cinese va vista come la necessità di Pechino di consolidare i rapporti con la Repubblica Islamica rispetto alle sanzioni statunitensi e per opporsi all’unilateralismo americano.

I colloqui sul nucleare iraniano, in corso da circa un anno, sono nuovamente in stallo anche a causa delle difficoltà derivanti dalla guerra russo ucraina.

L’UE sta cercando un compromesso per porre fine alla crisi e salvare l’accordo nucleare del 2015 e sbloccare la situazione di impasse. Lo dichiara l’Alto rappresentante dell’Unione Europea Josep Borrell in una intervista al Financial Times della settimana scorsa, spiegando che “stiamo cercando una via di mezzo” per porre fine all’imprese che minaccia di far fallire oltre un anno di sforzi diplomatici europei.

IRAQ: Oltre 700 famiglie sono fuggite da Sinjar, città settentrionale del Paese, e dalle città circostanti, in seguito agli scontri fra l’esercito iracheno e l’Unità di Resistenza di Sinjar (YBS), milizia yazida che ha legami con il PKK. Durante i violenti combattimenti sono morti decine di miliziani yazidi e un militare. A causa delle tempeste di polvere e sabbia, giunte al settimo episodio in meno di un mese, almeno 5 mila persone sono state ricoverate in ospedale per problemi respiratori e vi è stata pure una vittima. Il ministro della Sanità parla di 2000 casi di soffocamento a Baghdad e provincia.

ISRAELE: Violenze ed una lunga scia di sangue hanno caratterizzato le ultime settimane in Israele e in Cisgiordania. A Elad, 40 chilometri ad est di Tel Aviv, tre palestinesi sono stati uccisi e diversi sono rimasti feriti nel giorno dell’indipendenza dello Stato ebraico, Yom Ha-Atzmaut. In 3 scontri, avvenuti in Cisgiordania e a Gerusalemme domenica 8 maggio, sono stati uccise due persone e feriti un poliziotto palestinese ed uno israeliano.

Secondo Haaretz, uno dei più autorevoli quotidiani israeliani, è “immorale e poco saggia” la posizione di neutralità assunta dal governo nei confronti della Russia.

Il primo ministro Naftali Bennett e i suoi alleati non vogliono inimicarsi Putin, anche perchè hanno i russi alle costole e devono “convivere” con loro tra Damasco e Golan. Questo per Israele significa il controllo accurato delle milizie sciite, guidate a distanza da Tehran e, soprattutto, il monitoraggio delle attività degli Hezbollah nel sud del Libano, più la “fly zone”, i corridoi aerei condivisi con i caccia russi, con i quali è indispensabile dialogare momento per momento per evitare incidenti.

Haaretz teme che questo giochetto opportunistico, a lungo andare, possa finire col danneggiare le relazioni tra Gerusalemme e Washington.

Devo dire che la posizione del governo israeliano è anche frutto della politica degli USA nei confronti dell’Iran. Biden vorrebbe chiudere l’accordo sul nucleare iraniano “il prima possibile”, e per ottenerlo è pronto a fare delle concessioni giudicate troppo generose da parte dello Stato ebraico.

SINGAPORE: La chiesa cattolica del Paese è stata scossa, in questi giorni, per la condanna di un responsabile della scuola cattolica locale, accusato di abusi sessuali nei confronti di due minori. Il 5 maggio è stata inflitta una pena di 5 anni di reclusione al religioso, non sacerdote, originario di Singapore.

Il grave problema di pedofilia sta minando la credibilità delle chiese in Asia. La settimana scorsa, in India, nello Stato di Kerala, un sacerdote 35enne è stato condannato a 18 anni di carcere per aver abusato di 4 ragazzi di un seminario.

SIRIA: Fonti iraniane riferiscono di un tentato attentato alla vita del presidente siriano Bashar Al-Assad. L’obbiettivo era di assassinarlo al suo arrivo alla moschea di Hassan, a Damasco, il 2 maggio, dove era atteso per partecipare alla preghiera di Eid Al-Fitr. L’8 maggio, durante una rara visita a Tehran, Al-Assad ha incontrato separatamente il capo supremo iraniano Ali Khamenei e il presidente Raisi.

L’Iran è il principale alleato e sostenitore regionale della Siria, dal 2011 devastata dalla guerra contro ribelli politici e gruppi jihadisti.

SIRI LANKA: Il paese soffre della peggiore crisi economica e politica della sua storia contemporanea. Verso la metà aprile il ministro della Finanze ha annunciato di non aver più le riserve di valuta estera per pagare il suo debito internazionale. Il governo ha avviato colloqui con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la banca mondiale per ristrutturare il debito.

Il Pese non riesce più a importare carburante, cibo, medicine e l’elettricità scarseggia causando lunghe interruzioni di corrente. Si corre il rischio di una grave crisi alimentare ed il collasso del sistema sanitario.

L’esportazione di tè, principale risorsa del Paese, sta toccando il minimo storico degli ultimi 20 anni. Un crollo legato al bando di fertilizzanti e alla guerra russo ucraina. Secondo i dati dei dazi doganali si è passati  da 70 mila tonnellate, fra gennaio e marzo 2021, a 64 mia tonnellate nel 2022. Nel frattempo l’opposizione ha presentato una mozione di sfiducia verso il governo.  Il primo ministro Mahinda Rajapaksa, accusato di non aver saputo garantire uno standard di vita dignitosa alla popolazione e di aver fatto sprofondare il Paese in una catastrofica crisi economica, ha rassegnato le dimissioni dopo una giornata di violenze avvenute il 9 maggio.

Nella giornata di oggi, 10 maggio, il clima resta infocato, la popolazione in rivolta sta bloccando le strade che portano ai porti ed agli aeroporti del Paese. L’intento è di catturare i membri della famiglia del Rajapaksa nel caso avessero intenzione di fuggire. In tutta l’Isola è stato imposto un coprifuoco fino alle 7 di domani mattina.

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