Iryna che disegna nel seminterrato

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Iryna Potapenko è un’illustratrice ucraina di Odessa. Dall’inizio della guerra vive sottoterra assieme al marito, ai quattro gatti e ai due cani e ad ogni insopportabile vibrazione di bomba risponde con un disegno, sempre più colorato e vivace perché le ombre della paura vera si sfidano anche in questo modo , caricando di tonalità sfidanti le immagini percorse da una vena di cauto umorismo. 

Il suo profilo Facebook conta una miriade di contatti e ora sto osservando il buffissimo autoritratto di una famiglia – che sia proprio la sua? – dove in una ondata di cromatismi che vanno dall’azzurrino al cobalto una donna dagli occhi tondi e un uomo dalla incolta barba si abbracciano teneramente.

Per cappello appaiono due gatti spaparanzati sulle loro chiome , con una espressione da fusa piuttosto confuse, considerato l’ambiente da talpe.

E ai fianchi dei due umani sono francobollati – quasi a voler smitizzare il pesante zoccolo dei missili che tambureggiano la città da un mare sempre più Nero- un dalmata pronto a barattare la ghirba con una cesta di succulente ossa e un altro strambo gatto impegnato a computare lo scalarino delle sue presunte sette vite.

Le tinte della magnifica composizione evocano galassie e e cieli sconfinati mentre nella realtà la luce si diffonde labile da una lampadina che forse già oscilla per isteria o forse aspetta di vibrare come un’arpa scossa da polpastrelli nemici.

Laggiù, nelle viscere di uno scantinato che brulica di tremori sotto il tacco di una Odessa pur sempre contessa, Iryna l’illustratrice seguita a usare matite e pastelli, tracciando prati che vorrebbero fiorire in santa pace.

E certe sue riflessioni, malinconiche e certamente poetiche, stigmatizzano la stupidità degli ordigni a grappolo che vino buono non sanno dare : “Più a lungo stai seduto nel seminterrato, più vuoi salire, allargare le braccia, aprire le ali e decollare”.

Così nascono le “Cronache del seminterrato”, bozzetti che riassumono quotidianamente i’ingiustizia di una guerra che ha trasformato il mondo: “in bianco e nero, per questo i miei disegni sono saturi di colori. Cerco di tirare fuori il mio senso dell’ironia nascosto da qualche parte, come un coniglio bianco tremante

Dalla superficie della Terra, dove il sole fa il suo utile dovere, lo sguardo corre dove il sotto è naturalmente innaturale e si sofferma su una barocca torta di compleanno portata al marito muovendosi a gattoni per non impattare con la testa sul soffitto basso.

Tetti carminei di case che non vivono l’incubo di scardinarsi riducendosi in calcinacci inesplorabili e poi ancora, tracimando dalla fantasia, una sintesi della realtà con una ragnatela argentata che un gatto a pois cerca di zampettare e una montagnetta di barattoli di marmellata, una pignuzza di scatolette su scaffali sbilenchi dopo una ciucca di sardine.

Una torcia, un piccone spicconato, una specie di arpione e un respiratore.

Iryna vive su un pavimento di terriccio ma la scatola dei rutilanti gialli è tirata a cera. 

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