La strada per l’inferno è davanti a noi

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Abbiamo parlato qualche giorno fa di Casey e Vicky White, lui detenuto con 75 anni da scontare per rapina e omicidio, lei graduata dell’ufficio dello sceriffo. I due che avevano una relazione, erano fuggiti insieme.

Una storia che riprendeva in parte, un’analoga fuga avvenuta in Svizzera qualche anno fa e che aveva coinvolto un detenuto e una guardia di custodia (leggi qui sotto)

Vicky, aveva venduto la casa, ritirato i suoi risparmi ed aveva organizzato sfruttando il suo grado, l’evasione di Casey, ritenuto pericoloso e senza scrupoli dalla legge. Ora la loro fuga è terminata, nonostante i tentativi di sviare la polizia, i due sono stati speronati dopo un inseguimento e Vicky White, si sarebbe sparata uccidendosi per non doversi confrontare con la giustizia. Vicky è morta in ospedale in seguito alle ferite.

Oggi non è più come negli anni 30, dove in una nazione di sterminate pianure e selvagge montagne, sparire era più facile. Oggi, videocamere, controlli autostradali e una capillare diffusione mediatica, rendono virtualmente quasi impossibile scappare, se un’intera nazione ti bracca. Leggiamo da repubblica: 

“La svolta è stata lunedì mattina, quando White è finito nelle immagini di un autolavaggio nell’Indiana: polo chiara, cappello da baseball calato sugli occhi. La segnalazione è arrivata alla polizia. Da quel momento è cominciato il conto alla rovescia. I due sono stati intercettati all’uscita di un motel, lei indossava una parrucca. Saliti in macchina, hanno ripreso la fuga, inseguiti dalla polizia. L’auto su cui viaggiavano è stata tamponata dagli agenti, e si è ribaltata. Dai rottami è uscito l’ergastolano, mani in alto. “Soccorrete mia moglie – ha detto – si è sparata alla testa, non sono stato io.”

Lo sceriffo ha dichiarato: “Casey White non vedrà più la luce del sole”. E la luce del sole non sorgerà certo per la bionda e innamorata Vicky, che ha concluso la sua corsa andando a sbattere contro un proiettile.

Una storia alla Bonnye e Clyde, cha lascia un po’ l’amaro in bocca, perché nel paese dei cow boy, sembra che ogni storia debba concludersi con morti e sparatorie. Un paese che non ha ancora fatto i conti con l’incredibile violenza che lo permea e lo attraversa e che viene scandita da crimini, sparatorie e stragi periodiche. Un paese che sembra un bambino cresciuto a dismisura, con una forza enorme ma l’incapacità di esercitarla con saggezza. 

Vicky e Casey sono solo l’emblema di questa follia violenta, loro stessi carnefici e vittime di un sistema che non gli ha fatto nessuno sconto. E oggi, il film “Natural born killers” di Oliver Stone, con la superba recitazione di Juliette Lewis e Woody Harrelson, diventa ancora più profetico e realista, fotografia di un paese folle e violento che ha avuto in Donald Trump la sua apoteosi di autodistruzione. (guarda il trailer)

La luce in fondo al tunnel, non c’è stata per Casey e Vicky, ma non c’è nemmeno per il paese in cui vivono e sono vissuti un paese che, come dicevamo, è incapace di guardarsi alo specchio con consapevolezza adulta. 

Questa storia si conclude con un epilogo scontato, Quello che anche Mickey (il protagonista del film interpretato da Harrelson) sa che alla fine gli toccherà: “ la strada per l’inferno è davanti a noi…”.

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