Mazzate tra Mughini e Sgarbi

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Farebbe ridere se fossimo sul palco di un cabaret anni ’50, o in un teatro di burattini, dove un carabiniere armato di bastone le dà di santa ragione ad Arlecchino.

Ed effettivamente, le sfuriate sui media, soprattutto italici, sembrano seguire con grande ubbidienza la commedia dell’arte goldoniana, quel vezzoso teatro fatto di maschere e goliardate, dove le vicende dei protagonisti spesso finiscono in baruffa.

Ieri, nella registrazione dell’immarcescibile Maurizio Costanzo Show (lo show più longevo della televisione italiana, 4465 puntate, in onda dal 1982), l’ennesimo scontro tra opinionisti. Che diciamolo chiaro, sono coloro che hanno un’opinione su tutto ma spesso poche qualifiche per sostenerle. Fatto sta che un personaggio come Vittorio Sgarbi, che notoriamente ha intemperanze da caso psichiatrico, continua ad essere invitato in televisione proprio perché è fatto così. Chi lo invita, sa scientemente che l’alterco, la voglia di accapigliarsi è quasi una certezza. Se poi Sgarbi si mette a strillare come un’aquila con le emorroidi meglio ancora, e se va oltre è come vincere un bonus di ascolti.

E invitare Vittorio Sgarbi insieme a Giampiero Mughini, equivale a sbattere due galli da combattimento in un’arena: il sangue è assicurato. Ed è quello che è successo, a seguito della solita discussione sulla Russia (che è divisiva tanto quanto il vaccino anti covid). In studio la tensione è esplosa, e i due attempati opinionisti ( 69 anni Sgarbi e 81 Mughini) si sono azzuffati come gli Husky di una slitta alaskana. 

Il menù, oltre alle urla, comprendeva la rissa con caduta a terra di Sgarbi, cosa che ha probabilmente reso felice mezza Italia (e mettiamoci pure il Ticino, valà).

I due si erano già accapigliati nel 2019 durante una puntata di stasera Italia, in cui Sgarbi aveva apostrofato Mughini dandogli della “testa di ca**o” (al posto degli asterischi inserite pure la lettera emblema dell’invasione russa in Ucraina).

Comunque, per quanto ci indigniamo, siamo spesso noi i primi a fruire di questi magri e svilenti spettacoli, che fanno arretrare ogni volta l’evoluzione umana di qualche passo. Pensateci, siamo usciti dalle savane, abbiamo costruito grandi civiltà con monumenti superbi, abbiamo inventato la filosofia e la letteratura, abbiamo composto sinfonie struggenti e dipinto opere indimenticabili, abbiamo fatto rivoluzioni e guerre per poi rimanere come deficienti di fronte a un televisore a vedere due signori della terza età accapigliarsi come teppistelli da stadio. 

Mughini ha ridimensionato nel frattempo la cosa, dichiarando che quelle tra lui e Sgarbi erano solo “… diverse sfumature di pensiero e di parola, e semmai di tono della voce”. Sgarbi, dando la sua versione ha invece dichiarato:

“…è la seconda volta che, sempre lui, vuole passare alle mani, io sono un noto polemista verbale, ma mi fermo a quello, fosse anche per un senso estetico…”

A questo punto anche l’invasione Russa è una questione di sfumature belliche.

È buffo pensare che si cerca la via diplomatica per mettere pace fra Russia e Ucraina e poi ci si prende a sberle per sostenere l’una o l’altra tesi. Insomma, alla fine niente di nuovo sotto il sole, solo una televisione che si sublima soprattutto nel trash più spinto, con tutto ciò che ne consegue. 

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