Speziali è diventato comunista!

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Che ognuno tiri acqua al suo mulino è quasi una legge di natura. Alessandro Speziali però, presidente del PLR, fa un’iperbolico volo sull’ottovolante per ribadire che in fondo, i liberali e il liberalismo sono l’equivalente del Nirvana. 

Lo fa partendo molto a monte e ricordando al popolo ticinese quante belle cose hanno fatto i liberali dall ’800 a oggi. Dimenticando che se i liberali di 150 anni fa vedessero come si è ridotto il loro partito, schiavo del capitale e lacché dei ricchi, si girerebbero nella tomba a tale velocità da illuminare Lugano per i 150 anni a venire.

L’articolo di Speziali (su La Regione Ticino del 9 maggio) è abbastanza ignobile, perché, dimenticando quell’ala radicale e sociale, attacca lo stato a tutto tondo:

“Se prendiamo la la produzione legislativa come riferimento, la tendenza è indiscutibile. Edilizia, ristorazione, commercio, agricoltura, pianificazione, sviluppo regionale, turismo, innovazione eccetera – non c’è ambito che non sia coperto da prescrizioni dettagliate a tratti asfissianti…”

Speziali dimentica che le leggi che ci regolano, e che a volte salvano capra e cavoli, anche se ad alcuni non piacciono, le hanno fatte anche i liberali. Perché una cosa sono le sparate sui giornali, un’altra il lavoro in parlamento. Il mondo selvaggio e senza regole che vorrebbero Speziali e Morisoli, (UDC e fautore della proposta di legge che andremo a votare il 15 maggio) è quello del magna magna e del chi è più forte arraffa per primo.

Sostenere una proposta per un tetto di spesa allo stato, è come dare a un figlio un tetto per le cure dicendogli: cerca di non ammalarti o farti venire qualche patologia strana, perché sopra un tot non ti paghiamo medici e cure.

È davvero questo che vuole Speziali? Uno stato che tagli nella carne del paese più debole per far quadrare i conti? E come molti rimarcano, uno stato non è un’economia domestica, il debito pubblico fa parte dell’assetto di uno stato e a volte è anche utile. 

Klaus Regling*, capo del fondo salva stati del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), uno per dire che andrebbe a colazione con Speziali e Morisoli mangiando caviale e champagne, ha dovuto a denti stretti cambiare corso, arrivando l’anno scorso a dire che “il debito pubblico serve”, ventilando una soglia più alta del rapporto debito- PIL.

Perché due anni di covid, hanno squadernato regole che fino a ieri sembravano dogmi religiosi. Un’atro insospettabile, Mario Draghi, ha dichiarato: 

“Le regole di bilancio in vigore fino alla pandemia, già allora non erano sufficienti, erano regole procicliche che per certi aspetti aggravavano il problema invece di aiutare a risolverli. Una revisione era necessaria, oggi è inevitabile”.

Io non sono un economista, uso perciò sempre il pensiero di Regling. Chiaro che l’Europa non è il Ticino, ma i principi sono simili. Un’applicazione troppo rigida di leggi che bloccano il debito, sono onerose dal punto di vista burocratico ed economico (oltre che politico, viste le forti opposizioni). Inoltre, sempre secondo Regling: “Per il buon funzionamento dei mercati dei capitali, un certo livello di debito sovrano è necessario”

Ma i nostri liberali e UDC, Morisoli e Speziali in primis, continuano a suonare la nenia che ci propinano da decenni. Tagli allo stato, limite alle spese, sgravi a ricchi e industrie. Si paventano scenari mostruosi e spaventevoli, con immagini di schiere di ticinesi ridotti a vestirsi di tela di sacco, profezie che regolarmente vengono disattese negli anni futuri.

L’abbiamo visto anche in questi anni di Covid, dove lo stato “canaglia” andava però benissimo quando si trattava di erogare crediti a privati e industrie in perdita. Allora magicamente, lo Stato diventava una brava mamma amorevole e la matrigna odiosa finiva nello sgabuzzino.

Momentaneamente, perché oggi siamo chiamati a votare l’ennesima proposta UDC-liberale scellerata che, non ci sono storie, andrà nuovamente a pesare sui meno abbienti.

Ridicola poi la posizione della lega: Si alla legge per fermare la spesa, a patto che non vada a pesare su cittadini e comuni. Certo, in un colpo solo la moglie ubriaca, la botte piena, il cinc ghei e la michetta.

Speziali usa come argomento, perché quelli seri sono pochetti, le generazioni future e il debito che lasceremmo loro. Facciamo due calcoli? Il debito pubblico ticinese è di circa 6’000 franchi pro capite. Capperi! Quanto, ognuno di noi ha sul gobbo un debito di 6’000 franchi? Certo, volete sapere come sono messe altre realtà? L’Italia supera i 42’000 euro a testa. Il debito pro capite Svizzero si attesta intorno al 41,8%, Il Giappone è al 236%, l’Italia al 131,8, la Gran Bretagna all’87,5%.

Penso che possiamo farcela, alla faccia di Morisoli e Speziali, senza doverci vendere la mamma.

Speziali conclude: “Al di la delle iperboli e della demagogia, questo decreto non comprende piani di smantellamento, né un’ondata di privatizzazioni né tantomeno una “macelleria sociale”…”

E anche qui, è la solita retorica. Caro ticinese, stai tranquillo, risparmieremo e il cattivo stato non ti darà più fastidio. Anzi, il tuo debito pro capite, cosa che controlli ogni giorno con angoscia, scenderà o perlomeno resterà al palo. Nel frattempo i prezzi, la cassa malati, gli affitti, le fonti energetiche aumenteranno a dismisura, ma sta sereno, il debito è sotto controllo. 

Speziali alla fine infila l’ultima perla alla collana del liberismo, una dichiarazione che fa cadere le palle degli occhi a terra:

“La scelta che abbiamo fatto è quindi chiarissima e fedele al nostro spirito interclassista e solidale…”

Vuoi vedere che Speziali senza che ce ne accorgessimo è diventato comunista?

*Klaus Regling, il cui mandato scadrà a ottobre, è definito “l’uomo più potente d’Europa”. Economista tedesco. Oltre che capo del MES, è anche amministratore delegato dell’European Financial Stability Facility (EFSF).

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