USA, latte per i neonati cercasi

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Negli Stati Uniti il latte artificiale, il latte in polvere necessario per allattare i neonati, è improvvisamente diventato merce rara. Lo è diventato a causa del conflitto in Ucraina che blocca alcune catene di approvvigionamento, ma anche per via della chiusura dovuta a contaminazioni batteriche di diversi stabilimenti. Ed ecco che dagli scaffali del Paese più ricco del mondo è sparito il latte artificiale. Eccoci di fronte all’ennesima dimostrazione di come il modello economico su cui poggia la nostra società sia un modello fragile se non addirittura fallimentare. 

Ad essere sotto accusa è soprattutto la multinazionale del settore farmaceutico Abbott. Dopo aver ritirato dal commercio il prodotto l’amministratore delegato dell’azienda statunitense si è addirittura scusato con le famiglie per l’attuale carenza di latte. “È tragico e straziante”, ha detto lui assicurando di aver adottato tutti i provvedimenti necessari per ovviare al problema. Fra questi c’è anche la riconversione delle linee di produzione per adulti nello stabilimento di Columbus, in Ohio, dando così la priorità al latte per i neonati.

Intanto in Tennessee due bambini sono finiti in ospedale perché i genitori non erano riusciti a trovare il latte artificiale di cui avevano bisogno. New York ha addirittura dichiarato lo stato di emergenza e l’esercito degli Stati Uniti ha iniziato a trasportare in aereo forniture in arrivo dall’Europa. Litri e litri di latte – il comunicato della Casa Bianca parla di 114 pallet pari a circa 1,5 milioni di bottiglie da 8 once – che sono arrivati dal Vecchio Continente per rimediare all’emergenza.

Ma probabilmente il vero rimedio è soltanto quello di evitare che l’economia mondiale e il nostro benessere siano appannaggio di poche aziende con un potere e una responsabilità troppo grande da gestire. Le promesse della globalizzazione, sbandierata alla fine degli anni Novanta come la migliore soluzione per tutti, in realtà non ha fatto altro che aumentare la voragine che separa ricchi e poveri, sacrificando sull’altare del profitto ad ogni costo una concorrenza leale che fosse a beneficio dei più.

Negli Stati Uniti, l’80% del mercato del latte artificiale è controllato da due sole aziende. Abbott e Reckitt Benckiser. C’è poi la cara e vecchia Nestlé che con il suo marchio Gerber ne controlla un altro 10%. A rimetterci però sono i più deboli, o i più piccoli, proprio come in questo caso. Come sempre, per i disastri che combinano i grandi, ci vanno di mezzo loro. E tutta questa vicenda è l’ennesima dimostrazione di quanta poca attenzione facciamo nel prenderci cura di ciò che abbiamo di più prezioso.

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