Vi spiego la “Z” russa

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9 marzo 2022. Siamo a Doha, dove si sono appena svolti i campionati mondiali di ginnastica artistica. È il momento di assegnare le medaglie. Per quanto riguarda l’evento sulle parallele, la medaglia di bronzo va al 20enne russo Ivan Kuliak. Quando si presenta sul podio, pubblico e ufficiali non sanno che fare; il suo petto è adornato da un simbolo disegnato con dei pezzi di nastro adesivo. O meglio, una lettera – l’ultima lettera dell’alfabeto latino. La stessa Z che campeggia sui veicoli delle armate russe in Ucraina. 

In quel momento il mondo ha potuto capire quanto la Z sia significativa in Russia. Essa viene usata in tutto il vastissimo paese per simboleggiare sostegno alle operazioni militari in Ucraina o lealtà al presidente russo Vladimir Putin. Compare su gadget, graffiti, poster, flash mob e manifestazioni in favore della guerra. 

La Z era già stata notata dal pubblico nei primissimi momenti dell’invasione, assieme alle lettere V e O usate da altre unità. Il significato di queste lettere è stato molto discusso online, nonostante le persone competenti fossero d’accordo nel riconoscerle come semplici segni identificativi atti a distinguere diversi gruppi d’armate. L’ipotesi che va per la maggiore è che si tratti soltanto dell’iniziale della parola russa Zapad, “occidente”, adottata per contrassegnare i gruppi d’armate schierati ai confini orientali della federazione Russa. Il gruppo d’armate occidentale è quello che sta conducendo operazioni nel sudest Ucraino, dove l’esercito russo sta avanzando metodicamente sbaragliando le difese ucraine – ergo il più presente nei media.

Ma la domanda “cosa significa quella Z?” non ha una risposta tanto semplice. La leadership russa ha capito in fretta quanto quella lettera potesse essere iconica e rappresentativa, e ha deciso di sfruttarne il potenziale fornendoci un prezioso caso di studio sulla propaganda nel XXI secolo.

La Z ha un significato ambiguo di proposito. Il ministro della difesa russo ha fornito molti “significati” tramite il suo profilo Instagram, per la maggior parte connessi alla parola russa “Za”, “per”. Za mir, Za nasha, Za pobedu – rispettivamente “per la pace”, “per i nostri ragazzi”, “per la vittoria”. Altri post da parte di politici e ufficiali russi evidenziano la lettera z in parole come “denazificazione” e “demilitarizzazione”. La Z era anche evidenziata nel nome di un concerto/raduno politico tenutosi allo stadio Luzhniki di Mosca questo 18 marzo: “Za mir bez nazisma” – “per un mondo senza nazismo”.

Anche la V, seppur meno presente, ha assunto diversi significati. Viene evidenziata in slogan come “Sila v pravde” o “Zadacha budet vypolnena” – “la nostra forza è nella verità” e “il compito sarà portato a termine”.

Ma col passare del tempo la Z è diventata un simbolo a sé stante, con effetti talvolta quasi comici. Il governatore della regione del Kuzbass, Sergey Tsivilyov, ha ufficialmente cambiato il nome della sua regione affinché invece della lettera cirillica “з” si usasse la Z latina. Il direttore dell’agenzia spaziale russa Roscosmos ha iniziato a scrivere il suo nome con la Z in maiuscolo, “Dmitry RogoZin” e ordinato di marcare razzi e satelliti russi con la Z.

Inoltre, come se la memoria dell’armata rossa non fosse stata infangata abbastanza, ci sono stati sforzi governativi mirati ad associare la Z alla grande guerra patriottica. In poster e immagini condivise sui social è comune vedere la Z accanto a soldati sovietici – un tentativo di creare continuità tra la vera guerra al nazismo combattuta negli anni 40’ e quella fittizia combattuta oggi. Così come è comune vedere unità russe in Ucraina innalzare la bandiera sovietica su edifici catturati.

Se in passato i simboli dovevano essere chiari e avere un significato semplice e inconfondibile, la nuova era dei social network ha decisamente cambiato le cose. Putin non ha dovuto fare molto per creare un simbolo con cui unire i suoi sostenitori attraverso tutte le piattaforme possibili, è bastato dare la Z in pasto ad internet e lasciare che la gente gli desse un proprio significato. In altre parole, non serve più fare propaganda: i sostenitori di questo o quel regime sono capacissimi di identificarsi e riunirsi da soli, tramite le potenzialità del buon vecchio Web. 

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