Dialogo… sulle Nazionali

Pubblicità

Di

Dicevamo delle Nazionali…

La prima cosa che viene in mente è un bel giallo, tradotto anche sul grande schermo: «Non si uccidono così anche i cavalli?»,  scritto dallo statunitense Horace McCoy  nel 1935 e portato sugli schermi da Sidney Pollack nel 1969. Una storia di gare di ballo, dove vince il disperato che … resiste, magari rasentando lo sfinimento. Certe partite viste in settimana sembravano proprio un esubero. Calciatori stanchi, svuotati da una stagione infinita (c’è chi si è presentato con 70 partite fatte!) e magari con la testa rivolta alle vacanze.

Ma è una cosa seria?

Forse no. Ma la mancanza di serietà va ascritta per primo agli organizzatori, a chi escogita calendari a dir poco assurdi. Veniamo da anni stuprati dalla pandemia, ci troviamo a pochi mesi da un mondiale invernale (fenomeni chi li ha pensati, delinquenti quelli che l’hanno messo in cartellone … e abbiamo visto perché!) e … cosa ci sta a fare ‘sta Nations League in un momento come questo ? 

Veramente la Nations è stata pensata per sostituire le amichevoli …

… e dunque l’incasso. Ma mi impongo di non infierire. Torniamo al calcio giocato: se non ci sono più le amichevoli quando i selezionatori possono lavorare, sperimentare e tentare nuove soluzioni? Non dimentichiamoci che certe vittorie passano da cocenti sconfitte, è matematico. In questi giorni abbiamo visto figuracce targate Francia, Italia e Svizzera. 

Però ci sono state anche le belle partite di Ronaldo e Messi …

… loro adesso hanno altre motivazioni, in primis incerottare una stagione non proprio stravolgente. Il portoghese poi è a caccia di un lauto nuovo ingaggio: a lui l’idea di vivere una stagione lontano dalla Champions League non va giù. E si sta muovendo come negli ultimi mesi a Torino. 

Le partite di questa settimana spiegano molto bene l’importanza della motivazione, e dell’aspetto mentale. Pur sottolineando che l’impegno non c’entra nulla: quando ci si ritrova svuotati …mica lo si fa apposta. Anche se certi tifosi tendono a dimenticarlo. Magari scalmanando per il lauto stipendio dei calciatori (come se gli avversari venissero pagati in natura…). 

Eccoti tornato al mercato.

No, lasciamo stare. Si leggono tante di quelle frottole in questi giorni. I numeri, e stiamo parlando di milioni, sembrano davvero inventati di sana pianta. Un anno fa un calciatore è stato acquistato per quasi 100 milioni e adesso tornerebbe al club predente a gratis (Lukako): ma chi ci crede ? Un altro non ha rinnovato un contratto che prevedeva un mantenimento della cifra per accettarne uno inferiore (Dybala): qualcosa non quadra. 

Allora restiamo sulla stanchezza… 

Mi scappa un sorriso perché, forse sbagliando, l’ho vista anche nei commenti televisivi. In studio per l’ultima partita della Svizzera c’erano persone preparate (Morandi, Il Crus, Regazzoni, Mangia) e hanno detto la loro, parlando di tante cose. A mio modesto parere dimenticandone una, del tutto evidente: la forza della Spagna. Che non può essere sottovalutata. Ma forse mi sbaglio io, coinvolto nella stanchezza (c’è anche quella del telespettatore, ammettiamolo).

Preoccupa l’involuzione della Svizzera?

Un po’, difficile negarlo. Anche se il vero dispiacere non è per la Nazionale maggiore ma per la Under 21 di Lustrinelli: quel pareggio in Moldavia non ci voleva. Avesse vinto avrebbe conquistato la qualifica diretta come miglior seconda, e invece … . Ma pace, i giovani dovranno farsi valere nelle sfide di spareggio in diretta.

E delle contestazioni ai singoli calciatori rossocrociati ?

Sì, quelle preoccupano un po’. Vengono contestati Xhaka e Shaqiri (quest’ultimo anche quando non gioca, boh ?) e vengono giustificati Schär (mamma mia i suoi svarioni fra un po’ diventano leggenda) ed Elvedi (non ai suoi soliti livelli). Mah … . Forse questi tifosi preferiscono Rakitic, formato come i due a Basilea ma poi emigrato in Europa e rifiutando la maglia rossocrociata. No mille volte meglio Shaqiri, uno dei pochi in grado di accendere la luce, e Xhaka che … lo vuole Mourinho. Mi sembra tutto dire. 

E Wilfred Gnonto ?

Ogni tanto il calcio regala delle favole, ed è giusto così. Qui non dimenticherei che il verbanese è arrivato in Svizzera per colpa di Antonio Conte. Quando era all’Inter il mister ha proibito il mondiale giovanile ad Esposito (ora al Basilea) perché «necessitava in panchina di un quarto attaccante» (quarto, lui che se ne mette due è già in versione superoffensiva). Al posto di Esposito al mondiale giovanile ci è andato Gnonto, facendosi notare dallo Zurigo. Risultato: giocano tutti e due nella massima categoria elvetica. Fossero rimasti … sarebbe stata panchina, a quell’età uno scandalo.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!