Dialogo tra un non capisco e un non so. Mbappé e Mourinho … senza dimenticare Sartori. Sartori?

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Con la finale di Champions finisce la stagione dei club … 

– Sì, con una partita brutta e organizzata peggio. I fantasmi ritenuti sopiti e sepolti, i morti dell’Heysel (erano stati 39, era il 1985), hanno prepotentemente fatto capolino nell’animo dei telespettatori più attempati. Poi infinito sollievo, i conti finali hanno detto altro.

Restiamo al calcio giocato, che anno è stato?

– Due o tre partite da ricordare, perle firmate dalle solite (Manchester City, Liverpool, Paris Saint Germain e Bayern Monaco…), qualche squadraccia da radiare (Atletico Madrid, Tottenham, due o tre italiane … ma non il Milan) per la loro completa dedizione alla distruzione del gioco.

– Sì ma la «squadra femmina» era una teoria di Gianni Brera che aveva il suo perché… 

… certo quando praticata da una squadra palesemente inferiore all’altra. Davide contro Golia. Ma quando perpetrata da un club zeppo di campioni in grado di giocarsela alla pari, e ci rinunciano, allora non va bene. 

– Qualche club che, al di là delle vittorie conseguite, va menzionato ?

Discutibile parere personale, fondato sulla presenza di giovani di bella prospettiva. Allora dico Barcellona (ci sono due quasi diciannovenni che …), Arsenal, Salisburgo, Dortmund e un paio di francesi, da sempre leader ella valorizzazione della meglio gioventù. Il fatto clamoroso di quest’anno è però un altro.

– Vale a dire ?

Kilyan Mbappé.

– Mamma mia che scoperta … lo sanno tutti tutti. Con quello che è riuscito a scucire (1 milione di euro la settimana, settimana !) 

No, non è per questo, non solo. E nemmno perché nel suo curriculum può menzionare un paio di colloqui con due presidenti francesi (Sarkozy e Macron…, mamma mia neanche Putin!). Il dato fragoroso, il cambio di paradigma, è dato dal fatto che la cifra mai pagata per un calciatore non è stata spesa per un trasferimento ma per … rimanere dove si è. Una stanzialità d’oro, anzi di più: platino! E taccio le varie ed eventuali del contratto, dove tra le altre cose si accenna alla sua facoltà di dire la propria sulla scelta dell’allenatore, dei compagni di squadra e … . Assurdo, non ci sono altri termini. Anche se lui, Mbappé, resta il numero uno al mondo, magari con De Bruyne, ma è lui il «the best».

– Dunque è lui il vero «colpo» dell’estate. E delle altre finali che dici ?

Mi piace la vittoria dell’Eintracht Francoforte nella Uefa. Per due motivi: perché il calcio tedesco se lo merita e perché in questa squadra gioca il giovane svizzero Djibrill Sow, cresciuto nelle fila dello Zurigo eppoi emigrato in Bundesliga.

– Una finale l’ha vinta anche Mourinho… 

Brutta finale anche questa, ma su non vi erano dubbi preventivi. Lui non è  mai stato un ambasciatore del bel calcio, anzi mica gli dispiaceva mettere il bus davanti alla porta. Il portoghese resta però un fenomeno di rara intelligenza sposata a furbizia. Usando un francesismo lo si potrebbe definire un paraculo, uno di quelli sommi. Che sa farsi amare senza condizioni, che usa la sua astuzia per restare sempre al centro delle attenzioni. Esaurita la sua esperienza nei top club (Inter Real Madrid, Manchester United, Tottenham… mica bruscolini) ha saputo costruirsi un nuovo trono nelle seconde linee. E’ riuscito a vendere la Conference come se fosse la coppa del mondo, si è immerso in un bagno dispotico nelle vie di Roma, ha pianto, riso, guidato il bus e la vespa. Ha persino fatto dire a Zaniolo di aver sognato la Conference da quando era bambino (e allora non c’era, essendo nuova di pacca). Si è inventato il ruolo di imperatore in una piazza capace di impazzire per i fasti di vent’anni fa… . 

– Niente male, ma torniamo in Italia, o se vuoi al mercato.

Inaccettabile che, nei festeggiamenti, un calciatore inviti i tifosi ad insultare un ex-compagno trasferitosi un anno fa. Sto parlando di Ibrahimovic e di Calhanoglu (che dal Milan è passato all’Inter). L’adrenalina non può giustificare gli insulti al turco. Se poi l’accusa è quella di «mercenario» allora la fonte lascia sbigottiti: lui che in modalità nonchalance ha giocato nel Malmoe, Ajax,  Juve, Inter, Barcellona, Milan, Paris Saint Germain, Manchester United, Los Angeles Galaxy, Milan per la seconda volta … . Tutti possono dire tutto su tutti, ma lui del mercenario non può darlo a nessuno.

– La finiamo così ? 

No sul cosiddetto «mercato» è accaduto un altro fatto molto interessante: Giovanni Sartori. 

– Mi trovi impreparato, dove gioca ?

E’ questo il fatto: lui non è un calciatore ma un dirigente sportivo, un direttore tecnico. Lavorava all’Atalanta ed è passato al Bologna. La sua competenza, vista, comprovata e certificata sta nel trovare calciatori bravissimi ma sottovalutati. Carneadi che poi approdano in Nazionale. Vuoi due nomi? Gossens ed il nostro Freuler. Solo un visionario come Sartori poteva andare a Lucerna e portarlo a Bergamo, e poi in rossocrociato. Avendo ragione. 

– Da ultimo: nulla da segnalare sulle Nazionali ?

La settimana prossima, dai … .

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