E vai col raddoppio del Gottardo!

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I flussi aumentano con l’aumento della capacità, è una legge di natura. Che il raddoppio del Gottardo avrebbe fatto presagire un aumento del traffico era ovvio anche ai più tardi.

Le sperticate garanzie che nonostante le due corsie, non si sarebbe passati a un raddoppio, era materiale per le favole della buonanotte di UDC e borghesi. In un articolo del febbraio 2016, quando il popolo non aveva ancora deciso, avevamo concluso con una frase lapidaria: “La puzza aumenta, ed è puzza di denaro.” Il denaro che molte imprese e i loro rappresentanti in governo vedevano già luccicare nelle montagne di detriti derivati dal nuovo traforo. (leggi qui sotto)

in questi giorni, puntuali come la morte sul campo di battaglia, ecco l’UDC, che sfruttando le ore di attesa davanti alla galleria del Gottardo, con nonchalance, rilancia l’idea di usare entrambi i tubi. La volontà popolare, che è evidentemente a geometria variabile per l’UDC, sanciva però che (nella votazione del 2016) la capacità di transito sarebbe rimasta inalterata. 

Il raddoppio infatti, sarebbe dovuto servire solo per motivi di sicurezza, manutenzione e per garantire il transito anche in caso di incidente. Ma si sa com’è, insomma, quel bel secondo tubo tutto vuoto mette tristezza, le code aumentano, e se lo aprissimo solo per le feste? E poi già che ci siamo tutto l’anno? E voilà. Milioni di veicoli in più attraverso il nostro bel Ticino, che di questo passo diventerà il parco giochi dei gas di scarico.

In un articolo fantascientifico sempre del 2016, avevamo profetizzato una società semidistrutta dai gas di scarico, una visione forse un po’ pessimista ma che oggi, a ragion veduta, fa serpeggiare i suoi insinuanti tentacoli nelle nostre menti:

“Era il raddoppio del 2032 che ci aveva fregati, e sì che tanti lo avevano detto. All’inizio funzionava. Poi, lo sapevano tutti, le pressioni della UE e dell’OMC3 avevano costretto la Svizzera (e neanche tanto costretto) ad aprire ai Tir da 60 metri e alle doppie corsie. Il resto era storia vecchia. Tutti si illudevano che in poco tempo le nuove tecnologie avrebbero ridotto l’inquinamento, ma il crollo del prezzo del petrolio e i nuovi metodi di estrazione delle sabbie bituminose avevano reso di nuovo competitivi i motori a scoppio. Quello che si guadagnava in tecnologia, veniva fottuto dalla quantità. Oggi attraverso le quattro corsie del Gottardo passavano 3,8 milioni di camion, soffocando il Ticino. Poi c’erano i veleni lombardi, con le fabbriche che i cinesi avevano installato a centinaia nella Padana…” (leggi qui sotto)

Oggi la fantascienza diventa, almeno negli intenti, realtà in cui l’UDC spinge ovviamente a utilizzare la seconda canna ora in costruzione. Il consigliere nazionale Walter Wobmann, rappresentante di Soletta per l’UDC, vuole chiedere al parlamento che vengano perlomeno studiate le conseguenze dell’apertura simultanea delle due gallerie. 

Sarebbe un insulto all’intelligenza degli elettori, provare a spiegare cosa avverrebbe, e Woobmann lo sa benissimo anche senza uno studio del parlamento.

Il punto è che futuro vogliamo, in un Ticino fragile, già sottoposto a enormi pressioni del traffico e già inquinato, in alcune sue zone, oltremisura.

Ci piacerebbe sapere cosa ne pensa il presidentissimo Marco Chiesa, Ma supponiamo che le nostre siano parole nel vento…o nello smog. 

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