Elefanti, meglio un click di un trofeo

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Sono molti gli animali in via d’estinzione che, in Africa, vengono uccisi nel corso di regolari battute di caccia. Purtroppo c’è ancora chi desidera portarsi a casa un bel trofeo. Proprio così. Vuoi mettere l’invidia del vicino nel vedere la testa imbalsamata di un leone sul tuo caminetto di casa? Del resto ci vuole poco. Buona mira, una licenza di caccia e il gioco è fatto. Eppure da alcune recenti analisi è emerso che un elefante vivo vale ben 76 volte più di uno morto. Ed ecco che forse, proprio grazie a questa inaspettata rivelazione, si sta finalmente muovendo qualcosa. Perché sono ancora e sempre i soldi che fanno girare il mondo. 

Ad aprile in Botswana, a poca distanza dal confine con la Namibia, è stato abbattuto quello che probabilmente era il più grande esemplare di elefante del Paese. Si trattava di un maschio adulto con due zanne ognuna di almeno 45 chili l’una. L’uccisione del gigantesco pachiderma è avvenuta durante una battuta di caccia con tanto di regolare licenza pagata 50.000 dollari. L’episodio ha però aperto un dibattito, non tanto sulla salvaguardia degli animali selvatici, quanto piuttosto sulla resa economica di questi animali. 

E ciò che è emerso è davvero sorprendente. Un esemplare come quello freddato in Botswana era una vera e propria attrazione turistica che avrebbe fruttato molti più soldi da vivo che da morto. Si è infatti calcolato che un elefante vivo vale 76 volte più di uno morto. E l’elefante in questione, da decenni, veniva fotografato da turisti provenienti apposta per lui da tutto il mondo. Ecco spiegato il motivo per cui diversi settori del turismo hanno contestato l’ormai superata mentalità “usa e getta” applicata alla fauna selvatica. 

Facendone un ragionamento puramente economico è emerso come l’utilizzo di animali sempre più rari quali bersaglio non è redditizio tanto quanto lo è il turismo di chi, munito di macchina fotografica, ha deciso di fare click invece che bang. Il turismo legato alla scoperta degli animali selvatici mette in moto più di 340 miliardi di dollari l’anno. C’è chi ha calcolato come un elefante, ogni anno, genera un reddito garantito legato al turismo sostenibile e ai safari fotografici pari a 23 mila dollari. E considerato che in media vive 70 anni, nel corso della sua esistenza un elefante può fruttare fino a1,6 milioni di dollari.

Ma tutto questo non vale solo per gli elefanti. E’ stato stimato che se il leone Cecil, il re leone dello Zimbabwe, non fosse stato ucciso nel 2015 da un cacciatore di trofei spagnolo che aveva pagato 55.000 dollari per la licenza di caccia al leone, nel corso della sua vita, avrebbe prodotto entrate per più di un milione di dollari. E tolto qualche serial killer di animali selvatici, la maggior parte dei turisti che vanno in africa cercano di entrare in contatto con la natura per vedere gli animali liberi nel loro habitat naturale.

Ecco perchéle 8.400 aree africane protette, grazie alle visite guidate ogni anno generano guadagni per 48 miliardi di dollari. All’origine di tutto questo c’è lo stesso interesse che porta i turisti in Islanda, araggiungere l’isola per osservare da vicino le balene. Eppure, ancora oggi, la caccia al trofeo, la mattanza viene spacciata come un’importante fonte di reddito per le economie locali. Ma dato che molte di queste specie sono minacciate, ormai la vera rarità è di poterli vedere e fotografare vivi questi poveri animali.

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