Francesco Abate torna, con “Il complotto dei calafati”

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Un bel giallo ambientato nella Sardegna di inizio 900, con una protagonista speciale, tutta da conoscere: Clara Simon, un nome presto famoso. Francesco Abate conferma la sua grande bravura.

Ma quanto è bravo Francesco Abate ? Già ci aveva meravigliato due anni fa con «I delitti della saline» ed ora eccolo riconfermarsi, se non addirittura migliorato, con «Il complotto dei calafati» (i due titoli sono stati editi dalla Stile Libero). Un giallo ambientato nella Cagliari dei primi Anni del Novecento che ci sa parlare dei nostri giorni, perché non è che le cose siano poi cambiate tantissimo. Almeno in determinati aspetti: l’arroganza del potere, il maschilismo imperante (che sia sottotraccia o palese, brutale o insinuato), l’impossibilità degli ultimi nel farsi sentire con quel perenne muro di gomma contro il quale vanno regolarmente a sbattere.

Andiamo con ordine. La narrazione parte dal terremoto che nel settembre del 1905 colpì la Calabria centrale. Una tragedia devastante che ha toccato la sensibilità collettiva dell’intero paese italiano. Le raccolte fondi hanno in pratica coinvolto tutte le città della penisola. A Cagliari poi ha scatenato una guerra di solidarietà tra le due fazioni socialmente contrapposte: i ricchi e i poveri, gli aristocratici altezzosi che bevono il tè con il ditino alzato e la classe operaia che conosce le prime soddisfazioni nell’unione di energie ed entusiasmi, con il sol dell’avvenire lì… . Tutte e due le controparti si sono impegnate in raccolta di fondi per i calabresi, addirittura in contemporanea. Succede che però nel luogo dove si sono riuniti i notabili … ci scappa il fatto di sangue. Colpa degli antagonisti per impadronirsi del malloppo raccolto ? Oppure si tratta di una faida interna ? O ancora una semplice mattanza perpetrata da briganti indigeni, svolta solo per fini economici?

Ad indagare si trova e ci prova (nonostante i divieti interni) quello che è uno dei personaggi femminili più belli e interessanti del giallo italiano degli ultimi anni: Clara Simon. Il suo albo genealogico è particolare: mamma cinese morta di parto e padre italiano disperso di guerra: in pratica è stata cresciuta dal nonno, un notabile da tutti rispettato e portatore di cognome «che conta». Ma la giovane ha un grande difetto per gli occhi e la testa dei tempi: è donna e con tratti somatici non indigeni. In altre parole le viene riconosciuto il rispetto «dovuto» al cognome e nulla più. Possiamo immaginare le difficoltà quotidiane che incontra nel suo progetto di vita, quello del diventare la prima e unica giornalista investigativa d’Italia. I lettori nel primo romanzo la vedono relegata nell’ oscuro e polveroso scantinato dell’archivio, poi la sua risoluzione del caso le fa vedere la luce. Ora è al piano superiore ma, non esageriamo, ben lontana da telefono e macchina da scrivere… . Lei però è testarda, ribelle, a suo modo rivoluzionaria: non abbassa la testa alla prima difficoltà e nemmeno alla seconda e tendenzialmente si pone dalla parte degli ultimi. Per il mondo maschilista di allora (quello giornalistico ancora di più), un’ulteriore sfida. Dunque di affidarle un caso … neanche ipotizzarne la possibilità: sarebbe sta una vera e assoluta eresia. Le cose poi vanno come vanno e la protagonista, indifferente alle difficoltà oggettive del caso e a quelle gratuite fornite dal contesto (stiamo pure sempre parlando di una società che «per principio rifiuta di parlare con una donna … una cinese poi!») riesce ad imbastire un’inchiesta che, di soqquatto, conquista e affascina il lettore. Perché non si tratta solo di decifrare le oscure trame date dal susseguirsi di misteri da chiarire e collegare (che pur permangono) ma di scrutare una rete di relazioni che dialogano al di là della trama, lasciando trasparire un’anima ed un carattere specifico concernente l’intera isola, la Sardegna. Con quel pizzico di amara ironia che rende il giallo affascinante e dimostra in pieno la grande forza e bravura dello scrittore sardo. Consigliamo, consigliamo. E non ci stupiremmo che la serie continui, e non solo sulla pagina scritta. Abate lo merita. 

«Il complotto dei calafati», 2022, di FRANCESCO ABATE, ed. Einaudi Stile Libero, 2022, pag. 262 Euro 17.50.

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