Il “cacco” quadrato del wombato

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Mi si conceda la licenza poetica, laddove ho declinato al maschile la vile deiezione solida del timido marsupiale australiano. Ma perché chinarci, puzza permettendo, sugli escrementi di questo simpatico animaletto?

Il wombato orsino, grassoccio e simpatico mammifero marsupiale, è conosciuto dai più per le sue fattezze paffute e graziose, il tondo nasone, l’andatura ciondolante e lo scarso senso dell’equilibrio. 

Pochi sanno però, che il wombato, appunto ha una peculiarità unica nel mondo animale, produce escrementi a forma di cubetto. La cosa è rimasta un mistero fino ad oggi, perché i wombati, seppur sezionati (ah questa benedetta rima!) non hanno rivelato intestini a forma trapoezioidale. Dunque, se tanto mi da tanto, come può un intestino cilindrico, come tutti i logici intestini di mammiferi, produrre cacchini quadrati?

Com’è possibile che dall’apparato digerente del simpatico animaletto escano circa un centinaio di escrementi cuboidi ogni giorno? I ricercatori del Georgia Institute of Technology, perché sappiate signore e signori, c’è gente che studia anche queste cose, hanno cominciato ad analizzare (ah ah ah!) l’ano del wombato nel 2018. 

Oggi, siamo arrivati a una conclusione, evidentemente due anni di pandemia sono stati utili ad avere le necessarie introspezione e tranquillità per venire a capo del mistero. Analizzando il tratto intestinale di wombati deceduti in incidenti stradali, cosa non rara soprattutto per mammiferi grassocci che si muovono come ubriachi alla velocità di una tartaruga delle Galapagos, hanno confrontato l’intestino del marsupiale con quello dei maiali, inserendo un palloncino nel tratto digestivo.

Questa pratica che sembra poco etica e invasiva ma fortunatamente praticata su soggetti morti, ha riscontrato tratti intestinali di diverso spessore e rigidità. Finita qui? Macché, gli scienziati hanno poi creato un modello in due dimensioni, una mappa dell’intestino dei poveri wombati per simulare il percorso degli escrementi. C’è chi gioca alla plaistation e chi preferisce passare ore a guardare che percorso fa la cacca, il mondo è bello perché vario.

Comunque, parrebbe che regioni intestinali più morbide si comprimono lentamente e modellino gli angoli finali del cubo. È interessante notare che nella maggior parte dei mammiferi le contrazioni dei muscoli intestinali avvengono in tutte le direzioni, ma nei wombati il tessuto scanalato e le contrazioni irregolari modellano la cacca in modo diverso.

Sono cose fantastiche, che aprono nuovi orizzonti sul meraviglioso mondo della natura e che permettono alla biologia di fare un balzo evolutivo come scienza. Voi ignoranti pensate che questa scoperta sia completamente inutile ma un domani, magari, i primi cosmonauti su Marte, riusciranno a immagazzinare in modo più pratico la loro cacca perché modificati geneticamente con tratti intestinali di wombato. La dottoressa Patricia Yang, ha entusiasticamente commentato: 

“Attualmente abbiamo solo due metodi per produrre cubetti: li modelliamo o li tagliamo. Ora abbiamo questo terzo metodo”

Nuovi orizzonti si aprono alla specie umana, che da oggi ha un nuovo metodo per produrre cubetti da materiale molle. Una dele grandi conquiste della scienza, dopo l’invenzione dell’acqua dietetica e delle ventose per gechi disabili.

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