Il Guinness della griglia

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A metà maggio, in Tennessee, la squadra, guidata da Addison Forsdick e Robert Hammons, ha iniziato a grigliare alle 9 del venerdì e ha finito la sua maratona di cucina alle 9 della domenica.

48 ore filate di fronte alle roventi braci mentre arrostivano carne di tutti i tipi e per tutti i gusti. La squadra ha così ottenuto il Guinness dei record, detenuto precedentemente da una squadra italiana con 40 ore e 53 secondi.

A noi ticinesi, gente di montagna dai robusti appetiti carnivori queste cose fanno ridere. Io ricordo porchette introdotte alla brace alle 7 di mattina con inizio delle libagioni intorno alle 7.15 al punto che, come sa ogni grigliatore professionista delle nostre lande, alle 12.30 quando il delicato suino è pronto, il tasso alcolico è superiore a quello di una distilleria di Whiskey torbato (del Tennessee). Quello è il vero guinnes. Quanto riesci a rimanere lucido accanto a  una griglia? Quante bottiglie di fendant riesci a scolarti prima di servire i commensali e crollare tronfio ed esausto sotto una macchia di generose betulle?

Per il ticinese medio, la griglia è un culto come per quelli del Tennessee, la differenza è che loro andavano a caccia di marmotte quando noi si accoltellava già un Giulio Cesare* e non abbiamo quindi necessità di dimostrare alcunché in quanto a grigliato o barbecue. 

E se noi non stiamo 40 ore davanti a una griglia, è semplicemente perché non ci vuole così tanto a grigliare nemmeno un cammello, per cui l’utilità dell’operazione decade. Lasciamo ai più fresconi zappaterra del Tennessee questi divertimenti sfiancanti senza scopo alcuno che avere il proprio nome sul libro dei Guinness.

A noi ticinesi questa cosa interessa poco perché prima o poi finiamo sulla Rsi, per un gioco a premi, un incidente o un’intervista per strada. Per noi la celebrità è nei 5 minuti che prima o popi la televisione nazionale, tramite Carla Norghauer o Fabrizio Casati, ci regalerà nella nostra vita.

Un plauso va però a Addison Forsdick e Robert Hammons, che hanno devoluto ( e speriamo non bruciato) il cibo grigliato in beneficenza. I prodi del Tennessee, compaesani di quel David Crockett che finì grigliato ad Alamo dai messicani, hanno perlomeno dimostrato grandi costanza e pervicacia.

Sempre americano ma proveniente dall’Uruguay invece, il grill più grande del mondo, che nel 2017 si è aggiudicato il titolo: 100 cuochi, 10 tonnellate di carne, 60 tonnellate di legna e 14 ore di cottura. Il tutto accompagnato da 4000 chili di insalata russa.

C’è da dire che anche i companeros uruguajani non scherzano.

*Ringrazio Corrado Guzzanti e la serie tv Fascisti su Marte per la meravigliosa citazione.

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