Il più seguito al mondo su Tiktok

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Quando abbiamo cominciato a parlare di lui è stato divertente. Khaby Lame , complice il Covid, si era ritrovato a casa senza lavoro, e per passione, aveva cominciato con gli amici a produrre video. Il successo era arrivato inaspettato e travolgente, portandolo alle massime vette sui social. 

Ricapitoliamo un pochino. Scrivevamo a maggio dell’anno scorso, quando Khaby aveva già raggiunto i 50 milioni di followers superando Chiara Ferragni:

“…ragazzo ventunenne di origini senegalesi che vive a Chivasso, nel torinese. Ma mica spopola solo lì, su Instagram ha il ragguardevole seguito di 12 milioni di persone, molte di più dei 7 milioni e rotti di Zuckerberg, che gli ha pure messo un like di incoraggiamento”. (leggi qui sotto)

Nello stesso articolo scrivevo allora:

“Khaby è al contempo banale e geniale. Le sue fesserie hanno qualcosa di veramente brillante, frutto di un’espressività incredibile e da una disarmante ovvietà. Khaby probabilmente sarà una meteora, ma in queste sue microscopiche gag, raggiunge dei picchi di umorismo davvero alti”. (guarda video)

Invece Khaby, perlomeno per ora non è stato una meteora, piuttosto una supernova, visto che in questi ultimi giorni, ha superato i 142,4 milioni di follower su Tiktok, superando la precedente recordman, Charli D’amelio, ragazzina statunitense di origini italiane. (guarda il video)

Il sogno americano ora è cinese. L’applicazione orientale, Tiktok è infatti una piattaforma video made in china e vede personaggi come Khaby, poveracci di periferia, diventare in pochi mesi dei fenomeni social più famosi di papa Francesco.

Alla radice di questo successo ci sono vie misteriose, e anche un certo piacere, ritengo io, della gente comune nel portare a vette inarrivabili persone come loro, in fondo semplici e pulite. Ai lustrini e alle paillette, Khaby risponde con l’umorismo e la sua faccia espressiva. Ma forse il segreto è proprio nell’essere uno di noi, un ragazzo di periferia, neanche appartenente a una delle categorie più fortunate. Uno di quei figli d’emigrazione che sono stranieri nel sangue e italiani (in questo caso) nell’anima. 

Figli di un ingrato melting pot, che in fondo racconta il mondo di oggi, globalizzato, in movimento, fonte di vortici etnici che si intrecciano l’uno nell’altro.

Ad essere antagonisti (Charli perde il primato per soli 200’000 follower) due anime dello stesso mondo. Entrambi giovani ma con percorsi diversi, che li rendono idealmente e politicamente antagonisti. Figlia di un’imprenditore repubblicano statunitense e di una ex modella, Charli è la nemesi del senegalese immigrato Khaby Lame. È difficile non leggere, in questa corsa di consensi, una divisione in fazioni. Da una parte un pubblico che ama le situazioni patinate, la graziosa effervescenza della giovane italoamericana conservatrice, dall’altra quel pubblico multietnico che ama l’irriverenza e l’ironia e che vedono in Lame un riscatto sociale. 

Tiktok in fondo ci conferma una tesi: i social sono esattamente un riflesso del mondo. Un posto dove ricchi e poveri continuano a confrontarsi, anche a colpi di like e di followers. In un’eterna guerra che scava da sempre il vero e unico solco profondo nell’umanità. Un solco che divide chi sta bene da chi sta male. 

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