Lei è leggenda

Pubblicità

Di

Lo è da innumerevoli decenni. Prima esempio di robusta industria sovietica, poi status symbol della sinistra più ardita, ora oldtimer amata e vezzeggiata da collezionisti nostalgici.

È la Lada Zighuli VAZ, tornata in auge grazie (o per colpa) della guerra. Come ogni cosa di cui si parla molto, la Russia vive per alcuni un rinnovato fascino. La Zighuli, simbolo meccanico e inconsapevole dell’Unione sovietica, è una storica auto che grazie alle spartane usanze sovietiche era semplice e di facile riparazione. Costruita su base Fiat, la sua costruzione comincia nel 1966, nella città, ça va sans dire, di Togliatti sul Volga. Il leader comunista italiano fu l’unica personalità estera del partito e vedersi onorato col nome di una città sovietica, ma questa è un’altra storia. Con 62 cavalli di potenza, ricalcava esteticamente le Fiat, con alcune importanti modifiche per adattarla all’infame a volte clima russo.

Ne parlo per un’affascinante operazione estetico artistica, anche se al limite del Kitsch, quella di Georgy Makarov, studente dell’Università tecnica statale di automobili e autostrade di Mosca. Makarov ha tappezzato la Lada con tappeti persiani, molto in auge in Russia e anch’essi rappresentativi di un epoca di fasti passati. Inoltre la vettura, si sposa bene con lo spirito barocco tronfio e dorato delle architetture moscovite, come il Cremlino e la cattedrale di san Basilio, ma lascio a voi giudicare la riuscita dell’operazione decisamente poco pratica anche se esteticamente mirabile, di Makarov.

L’opera si chiama “carpets e ricopre una vecchia Lada VAZ 27011 arrugginita riportata a miglior vita con le doti di restauratore di Makarov.

Gregory ha dichiarato, descrivendo la sua opera d’arte semovente:

“Carpets’ è la mia visione resa reale. È composta da tre concetti: l’Unione Sovietica, il marchio ‘Zhiguli’ e i tappeti. Per me, queste sono cose inseparabili, così le ho collegate in una macchina. Ora è un oggetto d’arte, un monumento storico e solo un mezzo di trasporto“.

Una filosofia che ci piace, a prescindere da guerre e aggressioni. La Russia, nonostante tutto, ha anch’essa contribuito a una definizione di simboli ed oggetti che hanno fatto la storia dell’Europa in senso ampio. Oggetti come il coltellino svizzero, la moka Bialetti o la sedia a sdraio di Le Corbusier sono diventate icone, insieme alla Lada, alla Citroen 2 cavalli e al Maggiolino, di un secolo passato. 

Un secolo di guerre orrende, che vede in questi giorni il perpetrarsi di un concetto bellico che pensavamo se non dimenticato, perlomeno sopito, almeno in Europa. La buffa e affascinante Lada di Makarov, racconta altre cose che con la guerra non c’entrano: ci parla di colori, di tradizione, di ricordi, di accoglienza.

Se la Russia fosse quella Lada, sarebbe un meraviglioso paese da amare e forse, tanti russi, vorrebbero poter offrire un té in un samovar seduti su un tappeto.Forse molti russi non vorrebbero sparare, ma questo è solo un sogno evocato da una vecchia Lada ricoperta di tappeti, su cui appoggiare le mani per accarezzare la lana vermiglia e sentirne il calore e la morbidezza…

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!