Salvare le tartarughe con le bambole horror

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Sono bruttarelle, piene di cirripedi e spesso non hanno i capelli o sono mutilate. Parlo delle bambole “horror” che vengono regolarmente ritrovate su una spiaggia texana.

Le bambole, trovate nel Mission-Aransas Reserve dello University of Texas Marine Institute e raccolte dai volontari, sono decisamente aumentate negli ultimi tempi, ma non si sa il perché. 

Chi di voi è fan di Chuky la bambola assassina, non può però fare a meno di sentire sottili brividi che gli scorrono come corrente alternata sulla pelle facendogli rizzare i peli della nuca. (guarda il trailer)

Eppure col tempo, la gente ha cominciato a seguire il sito del santuario marino e a fare pure offerte per le bambole. Alcune sono decisamente orrende, ricoperte di escrescenze o molluschi e prive di un occhio e sofferenti di calvizie. Ma proprio questo culto della bambola “horror”, fa si che ci sia gente disposta a sborsare dei bei dollaroni per appropriarsene e, supponiamo, mettersele in una teca in casa, tra la riproduzione del Machete di Jason e una figurina in plastica di Frankenstein.

Il ricavato va a sostegno del parco marino che si occupa soprattutto della salvaguardia delle testuggini. Il motivo dell’aumento di carcassine di bambole rimane comunque un mistero, anche se la corrente del golfo del Messico che dalla penisola dello Yucatan porta in Florida, trascina sulle coste del Texas, dieci volte più rifiuti che in qualsiasi altra costa limitrofa. Un curioso gioco di correnti non particolarmente apprezzato dai texani, supponiamo, ci ha però regalato questo parco giochi di pupattole orribili, che insieme ad altri rifiuti abbelliscono le spiagge dello stato dalla stella solitaria.

Non tutti i rifiuti vengono per nuocere dunque. Il morboso interesse di personaggi fissati con l’horror ha in questo caso ottenuto una vittoria: salvare le tartarughe e diminuire, anche se di poco, i rifiuti spiaggiati.

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