Ucraina e Moldova candidate all’ingresso nell’Ue

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#permattinieri 🇺🇦 🇲🇩 🇪🇺 Ucraina e Moldova sono ufficialmente candidate all’ingresso nell’Unione Europea. Lo ha deciso il Consiglio europeo. Tutti i 27 Stati membri dell’UE si sono pronunciati a favore, come vuole la regola. Il presidente del Consiglio UE Charles Michel, in un messaggio diffuso via Twitter, ha parlato di un “momento storico”.  Il presidente ucraino Zelensky ha ringraziato i leader europei per il loro sostegno. “Questo è un giorno storico per la Moldova!”, ha scritto invece in un post su Facebook la presidente moldava Maia Sandu. Si tratta solo di un primo passo formale, le trattative per discutere le condizioni dell’adesione non inizieranno prima dell’anno prossimo.

La rapidità di questa decisione ha irritato i paesi balcanici come Albania e Macedonia del nord che da anni sono candidate, hanno compiuto riforme, cambiato persino il nome (la Macedonia del Nord), ma non vedono sbloccarsi le trattative. 

🇷🇺 🇺🇦 Invasione russa dell’Ucraina. I difensori ucraini bloccati nello stabilimento chimico Azot di Severodonetsk sono disposti ad arrendersi se verrà garantita l’incolumità dei civili. Lo ha riferito a Tass (agenzia di stampa russa) una fonte delle milizie separatiste filorusse del Lugansk. In precedenza il governatore ucraino della regione, Sergiy Gaidai, ha affermato che i soldati presenti nella fabbrica stanno valutando il ritiro.

Gli Stati Uniti forniranno all’Ucraina altri 450 milioni di dollari in aiuti militari, tra cui sistemi missilistici avanzati. L’annuncio arriva pochi giorni prima che il presidente degli Stati Uniti Joe Biden viaggi in Europa per i vertici del G7 e della Nato. Il pacchetto comprende sistemi missilistici di artiglieria ad alta mobilità, motovedette e proiettili di artiglieria. Dall’inizio della guerra, a febbraio, gli Stati Uniti hanno impegnato 6,1 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina.

🌏 A Pechino vertice Brics (acronimo per Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), i cinque paesi che rappresentano il 40% della popolazione del mondo e il 23% del Pil globale. Intervento del presidente cinese Xi, che ha ancora una volta contestato le sanzioni occidentali contro la Russia. “È stato provato che sono un boomerang, trasformano i rapporti economici in armi”, ha detto. Pechino non le applica, non solo perché Xi e Putin hanno proclamato un’amicizia e collaborazione «senza limiti», ma anche perché il petrolio russo a prezzi scontati spinge le aziende di raffinamento cinesi ad aumentare le importazioni (+55% per cento di importazioni a maggio). Xi Jin Ping continua a non condannare l’invasione dell’Ucraina e ha aggiunto che «questa crisi dimostra come l’allargamento delle alleanze militari, la ricerca ossessiva di sicurezza per una parte a spese di un’altra portano solo a spaccature, perché la sicurezza è indivisibile». 

🇨🇭 Per adempiere agli impegni presi nei confronti dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo economico) e del G20 la Svizzera introdurrà dall’inizio del 2024 un’imposta integrativa per le grandi imprese internazionali che raggiungono un fatturato annuo globale di almeno 750 milioni di euro e il cui livello d’imposizione minima è oggi inferiore al 15%.  I tre quarti degli introiti – stimati fra uno e 2,5 miliardi di franchi annui – saranno ridistribuiti ai Cantoni, ha comunicato il ministro delle finanze. Il progetto non dovrebbe nel complesso incidere sul bilancio federale. I Cantoni, anche quelli costretti ad alzare le imposte, avranno invece i mezzi necessari per preservare la competitività e potranno utilizzarli liberamente, ha affermato Maurer.  La nuova tassa concerne le 100 aziende più grandi del mondo, tra cui figurano i gruppi farmaceutici Novartis e Roche e il gigante alimentare Nestlé. In futuro queste aziende saranno tassate non solo nel paese in cui hanno sede, ma anche dove vengono consumati i loro servizi. Saranno toccate anche le 200-300 aziende svizzere con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro. 

🇨🇭 Estate a rischio per aeroporti, voli e passeggeri. L’agitazione del personale che garantisce il traffico aereo creerà forti disagi nei prossimi giorni con scioperi previsti in Italia, Spagna, Belgio, Francia e Portogallo. Anche la Svizzera potrebbe essere interessata da un’agitazione sindacale. I dipendenti della società di assistenza a terra Swissport all’aeroporto di Zurigo hanno disdetto per la fine dell’anno il contratto collettivo. Era stato negoziato l’anno scorso per fronteggiare la crisi legata alla pandemia. Non sono escluse misure di lotta nelle prossime settimane, se non dovesse esserci un cambiamento. I sindacati sostengono che il “contratto collettivo di crisi” non ha più ragion d’essere. Gli impiegati di Swissport contestano tagli salariali, orari più lunghi e rinunce alle ferie.

🇺🇸 Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una legge sul controllo delle armi da fuoco, la più significativa degli ultimi 30 anni. Una reazione politica alle sparatorie di massa avvenute il mese scorso in un supermercato di Buffalo (New York) e in una scuola elementare di Uvalde (Texas) che hanno provocato complessivamente 31 morti. Il disegno di legge dovrà passare nei prossimi giorni al vaglio della Camera dei Rappresentanti prima che il Presidente Biden possa firmarlo. Le riforme includono controlli più severi sui precedenti degli acquirenti di età inferiore ai 21 anni e 15 miliardi di dollari di finanziamenti federali per programmi di salute mentale e per il miglioramento della sicurezza nelle scuole. Il progetto di legge è passato al Senato con l’appoggio di una quindicina di deputati repubblicani.

Contemporaneamente la Corte Suprema degli Stati Uniti ha bocciato una legge della città di New York che limita il diritto al porto d’armi. La decisione, che mette a rischio norme simili in Stati come la California e il New Jersey, dovrebbe consentire a un maggior numero di persone di portare armi legalmente. La corte ha stabilito che una legge di New York che richiede ai residenti di dimostrare una “giusta causa” – o una buona ragione – per portare armi da fuoco in pubblico viola la Costituzione degli Stati Uniti.

🇺🇸 📺 Netflix ha annunciato un’altra serie di tagli ai posti di lavoro, mentre è alle prese con il rallentamento della crescita e l’aumento della concorrenza. Il gigante dello streaming ha dichiarato di voler tagliare altri 300 posti di lavoro – circa il 4% della sua forza lavoro – soprattutto negli Stati Uniti, dopo aver cancellato 150 posti a maggio. Ad aprile l’azienda ha registrato la prima perdita di abbonati in più di un decennio. Sebbene Netflix abbia 220 milioni di abbonati in tutto il mondo e rimanga il leader indiscusso del mercato dello streaming, negli ultimi anni ha dovuto affrontare una forte concorrenza con il lancio di piattaforme rivali come Disney Plus e Prime Video di Amazon. L’azienda ha dichiarato di aspettarsi un calo di altri due milioni di abbonati nei tre mesi fino a luglio, dopo il calo di 200.000 unità registrato all’inizio dell’anno.

🏊 Nuoto. Ai mondiali di Budapest Noè Ponti si è qualificato per la finale dei 100 delfino con il quarto tempo delle semifinali. La finale si correrà alle 18.44. Nella finale di 200 dorso vinta dall’americano Murphy, settimo posto per lo svizzero Mityukov.

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