Un bambino di cui andare orgogliosi

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“Sehr Geehrte damen und herren…” Gentili signore e signori, così comincia la lettera scritta da Benjamin, bambino svizzero di 12 anni a un negozio di San Marino a cui aveva sottratto un ovetto kinder.

Riportano la notizia i media italiani, che sembrano basiti quanto il gestore del negozio, che si è visto recapitare la letterina con 10 euro di risarcimento da parte del bambino elvetico.

Beniamin, in visita all’enclave romagnola, era entrato in un negozio di alimentari. Si sa, la gola è cattiva consigliera, e il demonio è sempre in agguato sulla spalla accogliente di mocciosi golosi. Benjamin, a corto di liquidi, ha pensato di sottrarre un ovetto kinder, dal valore di poco più di 2 euro.

I genitori di Benjamin, ligi sicuramente ad un codice etico profondamente elvetico, hanno probabilmente chiesto al pargolo di rimediare all’orribile malefatta, scrivendo una lettera di scuse al gestore dell’alimentari della serenissima repubblica di San Marino.

“…il mio nome è Benjamin, ho 12 anni e vengo dalla Svizzera. Domenica 30.05 22 sono entrato nel vostro negozio. Io non avevo denaro con me e allora ho rubato un uovo kinder JOY (2.10 Euro). Mi dispiace molto e so che è sbagliato…”

Traduciamo velocemente dalla letterina di Benjamin. Insomma, 10 euro, una bella secchiata di cenere sul capo e Benjamin ora sarà più a posto con la propria coscienza.

Scherzi a parte, e senza voler fare campanilismi è bello vedere che certi valori, anche se rari, fanno ancora presa. E ci rende orgogliosi, ammettiamolo, che Benjamin appartenga alla confederazione dove, ci piace pensare, certi valori di etica e certe regole hanno ancora diritto di cittadinanza. 

Con questo non intendo che tutti gli svizzeri siano onesti, troppi processi per truffa e peculato smentiscono questa tesi, eppure qualcosa nello spirito elvetico, nelle sue regole, nel suo ordine, nella sua capacità di convivere e rispettarsi, ha un suo fil rouge che ci permette di capire l’agire di Benjamin e famiglia.

Perché il punto non è un ovetto kinder da due euro, ma è il rispetto per le persone, per chi lavora e fa guadagno da quell’ovetto. Non la kinder, ma i lavoratori che lo assemblano e il negoziante che lo mette in vendita. Ma soprattutto, una sano ed egoistico piacere nel non cedere alle facile lusinghe del furto che, come ci insegnavano i nostri vecchi, era l’anticamera per malefatte ben più cospicue o per una via improntata alla criminalità o alla totale mancanza di valori. 

Perché i valori sono come le verdure biologiche: vanno coltivati, preservati, annaffiati tutti i giorni. Se no, troveremo sempre una giustificazione alle nostre malefatte, al nostro girare la faccia dall’altra parte. Quello di Benjamin non sono solo scuse, sono un insegnamento di responsabilità civica e di coscienza della collettività, una collettività i cui valori spesso si scontrano con l’individualismo ( lo abbiamo visto bene durante la pandemia).

Benjamin, ci piace pensare, diventerà un bravo cittadino responsabile, e questo costruirà il nostro paese di domani, che è confrontato con sfide grandi e a volte spaventose. Sfide che richiedono l’apporto collettivo di brave e bravi cittadini, gente onesta, schietta e che capisce cosa vuol dire scusarsi per il furto di un ovetto kinder.

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