Vladimir Putin è già morto

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Sul suo stato di salute si è detto e scritto di tutto e di più. Dall’inizio della guerra, dallo scorso 24 febbraio a oggi, ne abbiamo davvero sentite di tutti i colori. Parkinson, cancro, un sosia. Ormai ci manca solo il rapimento alieno per completare il ventaglio delle teorie più assurde fin qui tirate in ballo per giustificare la decisione del presidente della Russia d‘invadere militarmente l’Ucraina. Proprio così, dietro all’harakiri politico dell’eroe dei Salvini e dei Berlusconi, dev’esserci per forza qualcosa di grosso. Una ragione diversa da quella fin qui espressa alla luce del sole. E alla speranza, probabilmente vana, che la guerra finisca presto, è legata anche quella di chi vorrebbe che Putin schiatti in fretta. Come se una volta cancellato lui, tutto potesse in qualche modo tornare a com’era prima.  

Intanto sappiamo che in un mondo disastrato dalla mala-informazione, in cui le fake news abbondano, la disinformazione propinataci dalla propaganda di guerra non ha fatto altro che aumentare esponenzialmente il caos attorno a noi. Dalla negazione dei massacri di Bucha, alla giustificazione del bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol, ogni azione bellica è stata accompagnata da versioni discordanti tra loro che viaggiano su visioni della realtà con pochissimi punti di contatto fra loro. Tutto questo a partire dal fatto che, l’aggressione dell’Ucraina, è, per i russi, un’operazione militare speciale.

Ma al di là delle narrazioni belliche c’è un altro tema che tiene banco da mesi ormai. È la salute dell’inquilino del Cremlino. Ogni suo movimento di sopracciglio è motivo di speculazione riguardo al suo benessere fisico e mentale. E c’è addirittura chi sostiene che quello che vediamo in tivù non sia neppure Putin, ma un suo sosia praticamente uguale a lui. Lo avrebbe sostituito dopo la sua morte, avvenuta in seguito ad un colpo di stato. Ma le follie che lo riguardano, come detto, non si fermano qui. Dal tumore in fase terminale al morbo di Parkinson ce n’è davvero per tutti i gusti.

Secondo alcuni il volto di Putin è da tempo eccessivamente gonfio. La causa sarebbe da attribuire al Botox. Per altri invece non si tratterebbe di un trattamento estetico, ma dell’effetto collaterale causato dall’assunzione prolungata di farmaci a base di cortisone. L’ipotesi ha iniziato a circolare in seguito alla pubblicazione di un rapporto giornalistico secondo cui il buon Vladimir avrebbe ricevuto visite regolari da parte di un oncologo e di due otorinolaringoiatri. Inoltre, il presidente russo, avrebbe consultato uno specialista del cancro alla tiroide con il quale, nel corso del 2017, si sarebbe incontrato per ben 35 volte.

Ovviamente tutte queste voci sono state regolarmente e puntualmente smentite dal Cremlino, tanto che, qualche giorno fa, il ministro degli esteri Sergej Lavrov ha detto che “nessuna persona sana di mente sarebbe in grado di vedere in Putin i segni di un qualche tipo di malattia o disturbo”. Per la serie “il capo non si tocca”. Intanto però, nemmeno poi così velatamente, il desiderio di un Vladimir Putin ormai alla frutta, almeno in Occidente, si è fatto sempre più diffuso. Lo è al punto che c’è addirittura chi è già oltre. Come nel caso di due tabloid inglesi. 

Secondo loro Putin sarebbe stato sostituito da una controfigura manipolata da un gruppo di oligarchi nel tentativo di mantenere il potere. Per The Sun, quelle di Putin, sarebbero apparizioni preregistrate usate per nascondere il suo reale stato di salute. Quel che è certo, in tutta questa faccenda, è senza dubbio il desiderio di andare oltre. Di poter tornare indietro. Ma purtroppo indietro non si torna. E anche quando, vivo o morto, Putin non sarà più a capo della Russia, co non vorrà certo dire che pure i motivi di attrito e di conflitto si dissolveranno immediatamente grazie a un colpo di bacchetta magica. 

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