Aborto, la guerra santa continua

Pubblicità

Di

 La vita di ognuno di noi non comincia nel momento del suo concepimento. L’embrione è da considerarsi vita umana solo quando inizia a formarsi il sistema nervoso, che gli permette di provare, tra le altre cose, il dolore. Ciò avviene intorno al terzo mese di gravidanza. Così, nei primi mesi, non ci troviamo davvero di fronte a piccolo essere umano. Lo è in potenza, ma non lo è di fatto. A dircelo è la scienza. Ecco perché la guerra santa contro l’aborto, combattuta in nome della vita umana, è innanzitutto sbagliata.

Non è ancora un essere umano. Ecco perché una donna che dovesse decidere d’interrompere la propria gravidanza dopo qualche settimana dal concepimento non ucciderebbe nessuno, ma compirebbe solo una scelta che potremmo definire contraccettiva. Una scelta che ogni donna dovrebbe poter avere pur sapendo che da quell’embrione che cova nel proprio grembo, di lì a poco, si formerà un essere umano. Proprio così. Sta esattamente qui il discrimine.

Eppure, ormai da diversi decenni, l’Occidente sta assistendo a una sorta di guerra civile, una guerra santa che dilania le nostre società, soprattutto quelle più aperte alla modernità. Accade, per esempio, negli Stati Uniti. Ma non solo lì. Con due visioni inconciliabili che si combattono, anche con violenza, dato che in America i medici che praticano l’aborto non di rado vengono assassinati e le cliniche, in cui si pratica, date alle fiamme. Il tutto in nome di Dio e di convinzioni che andrebbero forse riviste.

La gravidanza avviene nel corpo della donna che ha ovviamente il pieno diritto di decidere su se stessa, oppure il feto è un organismo vivente e nessuno può sopprimerlo dal momento del concepimento a quello della nascita? Sono queste le due posizione agli estremi che non permettono nessun confronto. Nessun dialogo e neppure una convivenza civile. Nel mezzo, però, ci sono le leggi che finora hanno stabilito un tempo nel quale l’interruzione di gravidanza non è un omicidio.

Ma qual è la posizione della Chiesa e dell’attuale Papa sull’argomento? Papa Francesco ritiene che il problema non sia religioso, ma umano. Stando a quanto Francesco ha detto in due diverse interviste, tutti gli scienziati, credenti e non, ci dicono che la vita comincia, grosso modo, un mese dopo il concepimento. E tra il concepimento e la formazione di un organismo vivente c’è un tempo in cui, chi rinunciasse a portare a termine la gravidanza, lo farebbe legittimamente.

Certo, sappiamo bene come la Chiesa cattolica non riconosca neppure il diritto alla contraccezione e l’aborto sia tale a partire dal momento del concepimento. Perché nel momento in cui si semina avviene, o può avvenire, quell’incontro che potrebbe dare origine alla vita. Pur rimanendo questa la dottrina della Chiesa, la stessa conosce e riconosce la scienza, quindi riconosce che il momento in cui comincia un processo che porterà o potrebbe portare alla vita non coincide con l’inizio della vita vera.

Del resto, in pieno Medioevo, San Tommaso d’Aquino era convinto che con il concepimento iniziasse un processo, non certo la vita. Ed è stata una forzatura teologica a diffondere la tesi della vita che inizia con il concepimento. Ecco perché, per una donna, la non facile eventualità d’abortire dev’essere innanzitutto un problema umano e non religioso. Sapendo di poter avere un tempo per scegliere ciò che si ritiene essere il percorso più appropriato per se stessi. Senza trovarsi nel bel mezzo di una guerra santa.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!