Agli UFO io ci credo

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L’8 luglio del 1947, un disco volante precipita nei paraggi di Roswell, una cittadina del New Mexico famosa per la sua base aerea. A bordo ci sono dei passeggeri alieni che vengono subito recuperati dall’aviazione degli Stati Uniti, dopodiché scompaiono nell’Area 51. È senza dubbio questa la prima storia di un avvistamento alieno. La leggenda da cui tutto parte. E a un certo punto, eravamo già negli anni Novanta, inizia a circolare perfino il video di un’autopsia condotta all’epoca sul cadavere di uno di quegli omini verde. Si tratta di un falso, anche piuttosto grossolano. Eppure a volerci crederci, ieri come oggi, sono in molti. Perché?

Roswell. New Mexico. L’autopsia di un alieno. Chi non ne ha mai sentito parlare? Oggi, probabilmente, nell’era di internet, liquideremmo tutto come una fake news, ma all’epoca, anche a causa del fatto che ci si trovava agli inizi della guerra fredda, tutta questa faccenda ebbe una certa notorietà. Al punto che oggi, il cosiddetto incidente di Roswell, è considerato come il Sacro Graal dell’ufologia moderna. Ed è anche uno dei casi più famosi di presunti complotti in chiave ufologica. 

A 75 anni esatti da quel presunto avvistamento alieno, Roswell rimane però una pacifica cittadina di circa cinquantamila abitanti nel bel mezzo del nulla. E si conquistata l’appellativo di capitale mondiale degli UFO. A Roswell la maggior parte dei ristoranti e dei bar sono a tema e c’è perfino un McDonald’s a forma di disco volante. Del resto cosa non si farebbe per accontentare curiosi e turisti che arrivano a frotte di continuo? La cittadina americana, proprio per questa ragione, ospita anche il prestigioso UFO Museum.

Già. Ma perché così tante persone, un po’ ovunque, credono agli UFO? E ci credono malgrado di prove concrete della presenza di creature extraterrestri giunte sul nostro Pianeta non ce ne siano granché? Ebbene, ci sono ragioni molto profonde dietro a questa nostra fissa per gli alieni. Ragioni soprattutto di carattere psicologico. Nel gennaio del 2020, un sondaggio condotto negli Stati Uniti, ha rilevato come quasi un americano su due è convinto che gli extraterrestri ci abbiano fatto visita. 

Come ben c’insegna la pandemia le teorie del complotto trovano terreno fertile soprattutto in tempo di crisi. Ed è proprio quando ci sentiamo isolati e carichi di frustrazione che siamo anche più predisposti a credere e ad accettare le teorie più strampalate, lo facciamo nel tentativo di sentirci meglio. Di afferrare la realtà. Paradossalmente sapere che non siamo soli nell’Universo o addirittura che esistano piani segreti riguardo a un’intelligenza extraterrestre magari già presente in mezzo a noi, ci rincuora.

Tutti noi abbiamo bisogno di certezze e di sapere come stanno davvero le cose. Nutriamo il desiderio di sentirci al sicuro e in grado di controllare ciò che ci sta attorno. È un bisogno psicologico. Non siamo fatti per vivere nello stress dell’incertezza. O in preda all’ansia. Ecco perché quando le persone non sono soddisfatte dalle spiegazioni ufficiali o da un’analisi razionale degli eventi, entrano prepotentemente in gioco e attecchiscono perfino le teorie più strampalate. Accade perché hanno un fascino maggiore e sono in grado di dare un senso anche a ciò che ci sfugge. Ecco spiegato perché, anche io, ogni tanto vorrei credere all’incredibile.

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