Dialogo… estivo, parte 2

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TI trovo in forma…

Sì, mi presento a questo appuntamento abbastanza preparato. Per ogni giorno mi sono annotato un paio di idee, prese qui e là. Roba passata in sordina ma che invece, a parere di chi non capisce, risultano essere importanti. 

Per esempio ?

Un articolo di Repubblica di sabato scorso. Ad un anno dalla clamorosa vittoria dell’Italia agli Europei Emanuele Gamba è andato a vedere che fine hanno fatto gli eroi di Wembley. Esito sconcertante: declassati o emigrati in campionati periferici (case anziani di extra-lusso d’Oltre Oceano: va bene Chiellini ma … Bernardeschi ? ha 28 anni … ) addirittura disoccupati (Andrea Belotti, il famoso «gallo»). Di solito le Grandi Vittorie, Europei o Mondiali, producono successo e soldi, di solito. Qui invece è una Spoon River, o quasi… 

Altro ?

In Inghilterra hanno bandito il colpo di testa fino ai dodici anni. E’ pericoloso, almeno fino a quell’età. E’ un po’ quanto è successo nel pugilato. La salute al primo posto, almeno nelle intenzioni… mi pare cosa buona e giusta. Qui da noi, in Ticino, si è adottata un’altra scelta: la messa al bando del lancio alto da parte del portiere, obbligato al rasoterra: giusto anche questo.

E del campionato svizzero cosa mi dici ?

A livello organizzativo, toccato il fondo si sono messi a scavare: all’assurdità delle partite alle 16.30 hanno riparato con l’ anticipo alle 14.15. Incredibile. A livello agonistico invece i successi di un anno fa (di Zurigo e Lugano) hanno presentato il loro conto. Non sarà facile per loro. Lo Young Boys invece fa molto sul serio e se fanno ancora 3 partite così ammazzano il campionato quando è ancora in culla. 

Ma torniamo in Italia … 

La Juve ha rinunciato a Dybala per i suoi frequenti infortuni: l’hanno sostituito in tutto con Pogba (ma non esistevano inflessibili controlli medici ? … E comunque il francese negli ultimi anni non ha brillato per continuità). Il Milan è andato in Belgio convinto di acquistare facendo lui, il Milan, il prezzo: in Belgio ? Poi, poi c’è stato quel caso di doping (di Palomino, Atalanta) che non può non provocare sussulti. Un altro dito nella piaga arriva dalla Germania … 

Germania ?

Sì, da De Light. Appena approdato al Bayern, dopo 3 anni di Juve, si è stupito del tipo di allenamento vigente a Monaco. Mai vista una roba del genere, ha esclamato, «qui si lavora»!  La cosa stupisce un po’ perché dall’Inghilterra giungono notizie contrarie, nel senso che Antonio Conte è stato accusato di uccidere i calciatori con gli allenamenti troppo intensivi («ci ammazza tutti» ha dichiarato Kane). 

Detta da uno che non capisce: ma allora in Italia ci si allena, o no ?

Meno bene che altrove (e i risultati si vedono nelle coppe). Nel senso che si è data troppa importanza ai preparatori atletici, diminuendo il pallone, il gioco, la tecnica. In tanti club della vicina penisola fino al giovedì in pratica non si tocca palla. Quando poi ci sono le coppe … addio. Ma allenarsi per giocare al pallone non è paragonabile alla preparazione per una maratona. 

Sicuro che in questa {discutibile) disanima non vi sia un rigurgito «anti-italiano» ?

No, no. L’accusa arriva da un mister al di sopra di ogni sospetto: Fabio Capello. 

Però siamo sempre nella lana caprina, o nel sesso degli angeli… 

Dai, al 5 di agosto i campionati più importanti iniziano. 

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