È morto il papà di Gaia

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James Lovelock è morto. Si è spento nel giorno del suo centotreesimo compleanno. Il chimico britannico è stato lo scienziato che per primo, era il 1979, ha ipotizzato l’esistenza di Gaia, una teoria secondo la quale la Terra sarebbe un unico gigantesco essere vivente, o meglio, un super-organismo in cui sembrerebbero convivere e coesistere, in un sistema sinergico e autoregolante, i vari organismi viventi così come le componenti inorganiche. Tutti pezzi di un unico grande puzzle, di un sistema complesso in grado di mantenere e tramandare le condizioni che permettono la vita sul nostro Pianeta. 

Lo scorso anno James Lovelock aveva perfino azzardato l’ipotesi che, con il Covid, Gaia avesse deciso di sbarazzarsi dell’uomo, prima che noi fossimo arrivati a distruggere il Pianeta. Il Covid potrebbe essere stato solo un primo tentativo della Terra di proteggersi, aveva detto Lovelock. Scienziato indipendente, scrittore e ricercatore ambientalista, James Lovelock, viveva da anni in Cornovaglia. E, secondo lui, Gaia la prossima volta si sarebbe impegnata con qualcosa di ancor più cattivo: “Non so se sia troppo tardi per l’umanità per evitare una catastrofe climatica, ma sono sicuro che non ci sono possibilità se continuiamo a trattare il riscaldamento globale e la distruzione della natura come problemi separati”.

Secondo Lovelock, questa divisione, è sempre stata un errore tanto quanto lo è a scuola insegnare la chimica in una lezione diversa e separata dalla biologia e dalla fisica. Sono argomenti e materie interconnesse. Per essere capite non possono essere affrontate singolarmente. Lo stesso vale per gli organismi viventi in grado di influenzare l’ambiente globale. La composizione dell’atmosfera e la temperatura della superficie terrestre sono attivamente mantenute e regolate dalla biosfera, dalla vita, da quella che gli antichi greci chiamavano Gaia.

Ed è anche a causa del fatto che discipline scientifiche come astronomia, geologia e meteorologia vengono insegnate separatamente nelle scuole e nelle università che, solo poche persone, sono realmente consapevoli delle forze naturali che influenzano la temperatura della superficie terrestre. Ed è esattamente questa la ragione per cui, quasi 60 anni fa, James Lovelock ha ipotizzato che il nostro Pianeta si autoregolasse come un organismo vivente.  Eppure, anche solo a partire da allora, abbiamo potuto constatare quanto la vita, in particolare la vita umana, sia in grado d’influenzare l’ambiente. 

La produzione di gas serra e l’abbattimento delle foreste hanno causato cambiamenti che in precedenza si erano verificati sull’arco di milioni di anni. Per miliardi di anni la temperatura terrestre è stata determinata principalmente dal calore proveniente dal sole. Un’energia che è aumentata nel tempo dato che è nella natura delle stelle come il Sole l’aumento di calore man mano che invecchiano. Ma le temperature sulla Terra sono rimaste relativamente stabili grazie a Gaia: foreste, oceani e altri elementi nel sistema di regolazione della Terra, hanno mantenuto la temperatura superficiale costante e ottimale per la vita.

Avvertimenti che una volta sembravano gli scenari catastrofici di film di fantascienza oggi si stanno avverando. Stiamo entrando in un’era di caldo in cui la temperatura e il livello del mare aumenteranno di decennio in decennio finché il mondo non diventerà irriconoscibile. Potremmo anche avere altre sorprese. La natura è un sistema non lineare e imprevedibile, più che mai lo è in un momento di transizione come questo. Ecco perché dovremmo imparare a vivere in collaborazione con la Terra, altrimenti il resto della creazione, come parte di Gaia, troverà un nuovo equilibrio in cui gli umani potrebbero non essere più i benvenuti. Questo era, in grandi linee, il pensiero di James Lovelock, il papà di Gaia morto il 26 luglio.

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