Ghali, una barca per i profughi

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“Mi sono comprato una barca”. Lo ha scritto sul suo profilo Ghali Amdouni, in arte semplicemente Ghali. Pur muovendosi nell’ambito del genere trap, è senza dubbio una delle voci più singolari del panorama musicale italiano contemporaneo. Canta con intelligenza e ironia di temi sensibili quali il razzismo, la droga e il degrado delle periferie. E lo fa in italiano con accento milanese, in francese con accento magrebino o in tunisino con accento italiano. Ma Ghali, che è nato e cresciuto nella periferia di Milano, non è soltanto musica. Di recente, il suo impegno per i migranti, lo ha portato a comprare una barca e a donarla all’ONG Mediterranea per salvare i profughi in mare.

Qualche giorno fa, sul suo profilo Instagram, Ghali ha scritto quanto segue:

Sono diventato grande e da oggi ‘Bayna’ non è più solo il titolo di una mia canzone ma anche quello di una nuova barca di salvataggio.

Fin da bambino questo è un argomento sempre presente nella mia vita, amici, cari e parenti sono stati colpiti e traumatizzati da quello che succede ogni giorno nel Mediterraneo.

Ogni anno muoiono centinaia di persone in mare, si stima che siano morte circa 850 persone solo dallo scorso Gennaio, e che circa 16mila siano stati illegalmente respinti in Libia.

Questo è un tema di cui si parla poco nel nostro paese, per questo ho deciso di sostenere @mediterranearescue donando un’imbarcazione che permetterà al team di proseguire le missioni di soccorso nei prossimi mesi, perché ogni nave di salvataggio in più in mare può fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di donne, uomini e bambini in viaggio.

Mi sembra assurdo dover ripetere che salvare vite debba avvenire prima di qualsiasi scelta politica.

Questo per me non è un sacrificio ma un privilegio. Quando abbiamo iniziato a fare rap non pensavamo di ricevere qualcosa in cambio, poi siete arrivati tutti voi e mi avete cambiato la vita. Per questo, da essere umano mi sento in obbligo di restituire qualcosa alla comunità.”

Nato a Milano da genitori tunisini, Ghali ha sempre vissuto nel capoluogo lombardo, trascorrendo buona parte della sua infanzia a Baggio, quartiere della periferia milanese. E a proposito di Milano e di Milan è rimasto celebre lo scontro avuto a San Siro con Matteo Salvini, leader della Lega. In occasione di una partita di calcio, a un goal del Milan, Ghali, oltre ad esultare per la rete avrebbe anche urlato a Salvini, a pochi metri da lui: “Buffone, tu che c… esulti? Ha segnato un negro. Un negro come me, come tanti e come tanti di quelli che tu fai morire in mare!”

Un attacco frontale, uno scontro che non si è mai davvero composto, prova ne è il fatto che questo gesto di umanità e di solidarietà nei confronti dei migranti costretti ad attraversare il Mediterraneo per arrivare in Europa, è già stato etichettato come un’ennesima provocazione nei confronti di Salvini & Co che, nei prossimi due mesi, in vista delle elezioni politiche del 25 settembre, riprenderanno a pontificare facendo propri i soliti vecchi cavalli di battaglia a partire, evidentemente, dagli sbarchi clandestini. “Ghali fa leva sul buonismo per finanziare l’immigrazione clandestina”, questo il commento de “Il Giornale”, a riprova di quale sia il pensiero di un certa destra che conosciamo bene anche qui in Svizzera.

Intanto però c’è chi esprime gratitudine e riconoscenza nei confronti del rapper italiano. “Ringraziamo Ghali – ha dichiarato Vanessa Guidi, presidente di Mediterranea – abbiamo sempre sentito la sua musica, le sue parole, molto vicine alla nostra battaglia per i diritti fondamentali delle persone che rischiano la vita in mare, spesso in fuga da trattamenti disumani e alla ricerca di un futuro migliore. Ma da oggi Ghali è membro a pieno titolo del nostro equipaggio, in una navigazione che sarà lunga e capace di aiutare tante e tanti che sono là fuori.”

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