Guida al Ticinese medio – 1

Pubblicità

Di

Guida al ticinese medio è una piccola serie di testi satirici ispirati, come avrete astutamente dedotto dal titolo, dedicati ai ticinesi e alla Terra d’Insubria. Un gioioso e perfido viaggio che scaverà fino nella preistoria per descrivere con dovizia di particolari la geologia, la biologia e le genti di una terra dimenticata da Dio e invisa pure al Diavolo.

Chi si aspettasse articoli divertenti pieni di frizzie lazzi dovrà ricredersi, la serietà e l’autorevolezza saranno il fil rouge di queste pubblicazioni. 

Il compito è stato assai arduo, il Ticino e i ticinesi rifuggono da catalogazioni come l’acqua dalle loro ugole, dedite allo smodato consumo di notevoli quantità di merlot e birra Feldschlösschen. Essi sono indipendenti, individualisti a volte iracondi e anche un po’ idrorepellenti. Questi articoli, si prefiggono di raccontare l’essenza della ticinesitudine senza sconti o false piaggerie, preferendo agire di mazzotto piuttosto che di fioretto, in linea con la tradizione del nostro Cantone che è più orientata verso il granito piuttosto che verso il giardinaggio.

Partiremo dagli albori, quando nel Mesozoico a lambire le rive di Lugano era il mare e non il lago, quando rettili leviatani srotolavano le loro spire nel brodo primordiale del Sopraceneri e già Michele Foletti faceva gli aperitivi coi Ceresiosauri, Chiara Simoneschi Cortesi avviava i suoi primi passi nel PPD e Werner Carobbio giocava all’asilo con la regina Elisabetta d’Inghilterra a rubabandiera (rossa). Attraverseremo la geografia del nostro territorio, le abitudini le tipologie e le manie di questo splendido e cocciuto popolo, fino ad arrivare al futuro probabile, quando gli ultimi sopravvissuti del cantone dovranno confrontarsi con climi subsahariani, piantagioni di banani e cyborg assassini.

Insomma, un’opera che farebbe tremare le vene dei polsi a numerosi esperti e scienziati, un sunto di studi minuziosi e serissimi, di ricerche annose. E di scavi in polverosi archivi. Un lavoro che però non fa un baffo ai due autori, che complici il virus che li ha lasciati a casa a guardarsi la lanetta dell’ombelico e una totale incoscienza, hanno accettato la sfida.

La preistoria

La preistoria nelle aree che erano quelle dell’attuale Ticino è affascinante. Come in seguito nei periodi storici e in quelli contemporanei non succedeva una benamata cippa. Difficile vivere in un pezzo di terra geograficamente così insignificante. No no… non cominciate con la solita tiritera campanilistica “nümm in Tisin…”. Vorrete mica paragonarvi a uno scozzese? Con sul gobbo secoli di battaglie sanguinose e tradizione guerriera? Infatti “Highlander l’ultimo immortale”, mica l’hanno girato sulle collinette tra Bedigliora e Fescoggia. Gli egiziani? Quelli avevano gli imperi e si sventolavano con ventagli di struzzo in templi ciclopici quando noi ancora mangiavamo rane correndogli dietro per gli stagni del piano di Magadino. Gli iraniani? Mentre Serse si schiantava contro il muro ellenico alle Termopili, noi cantavamo la verzaschina vestiti di pelli di opossum intorno a fuochi stitici nelle caverne.

E quando Cesare sterminava gli elvezi? Noi quasi sicuramente ce l’eravamo svignata su per qualche valle discosta ad arare i campi con l’osso del culo di un muflone. E se ci avessero chiesto se non volevamo essere parte della storia avrenmmo risposto: “ a m’anteresa mia!”

Insomma, essere ticinesi è noioso. Noi non abbiamo una vera e propria storia, abbiamo quella degli altri. Figuriamoci poi la preistoria. Se tanto ci da tanto, i trilobiti che strisciavano tra le melme nostrane nel cambriano inferiore (che peraltro aveva seri complessi nei confronti del cambriano superiore) avevano lo stesso pessimo carattere litigioso e pidocchioso che abbiamo ancora noi adesso.

Il periodo prima dell’uomo, comunque è un tempo lungo. Dai primi anfibi che litigavano per mangiarsi un girino gracchiando nel loro arcaico idioma “a l’ho visct prima mi!” , agli eleganti ammoniti che cozzavano tra loro i giusci per questioni territoriali fino alle lucertole terribili che lasciavano le loro grevi impronte alle pendici del Generoso, è stato un guazzabuglio che la metà è abbastanza. E nonostante la nostra storia non sia particolarmente edificante, c’è comunque qualcosa di interessante nella fauna e nella flora che dominarono la Terra prima che mangiatori di ciccitt e bevitori di Barbera tagliato col borotalco prendessero il loro posto.

A chi ha avuto il fegato di continuare a leggermi senza incendiare questa preziosa e agile guida o usarla come lettiera per i cocoriti va il mio plauso. (Che poi ti sfido a farlo dato che è tutto pubblicato solo sul web). Tu sei una/un ticinese vero. Di quelli che caragnano a ogni piè sospinto ma hanno anche un buon senso dell’umorismo e dell’autoironia. Benvenuta/o in questo viaggio/a tra rettili/o e anfibi/e*.

*La guida al ticinese medio aborrisce i termini sessisti e ha deciso di implementare un linguaggio che tenga conto di tutti i generi. Consci che questo possa complicare un po’ la lettura, siamo però convinti che il nostro inclito pubblico possa capire che insomma, mica siamo più nel Carbonifero.

(continua)

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!