Guida al Ticinese medio – 2

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Dopo la preistoria, che abbiamo affrontato nella precedente puntata, parliamo della geologia. Ricordo che Guida la ticinese medio è una piccola serie di testi satirici ispirati ai ticinesi e alla terra d’Insubria. Questo compendio si svolge a puntate, per cui se non avete letto quella precedente è un problema vostro.

Il Ticino è suddiviso da tempi immemori in due parti ben distinte, il Sopracenerei e il Sottoceneri. Quella che potrebbe sembrare una divisione campanilistica e legata a piccole ripicche regionali, ha invece radici molto più profonde risalenti ad epoche mesozoiche, megapaleolitiche, giurassiche e quant’altro.

Il Monte Ceneri infatti, fa da spartiacque non solo tra le due macroregioni cantonali, ma è anche frattura tra la placca europea e quella africana. Il Luganese trovasi infatti in Africa (almeno geologicamente parlando) e il Bellinzonese in Europa, il che spiega molte cose, soprattutto il perché nel Luganese non è impossibile investire una giraffa sull’autostrada tra Lugano e Mendrisio. Bisogna ammettere che questo sommuovimento di zolle tettoniche non aiuta di certo nella comprensione tra gli spocchiosi luganesi e i permalosi bellinzonesi.

Ma andiamo a vedere qual era la fauna che popolava queste fertili e tropicali vallate e questi bracci di mare cristallini quando il ponte diga di Melide era ancora un pensiero che vagava tra le stelle. Il Triassico, vede una ricca fauna di sauropodi che saltellavano, strisciavano e sguazzavano su e giù per le contrade. Alcuni di loro saranno poi capostipiti delle etnie che ancora oggi popolano ostinatamente questo lembo di terra, strappato alla giungla allora e alla foresta oggi, da impavidi dinosauri e coraggiosi paesani.

La geologia effettiva ha forgiato sia il carattere che le attitudini dei ticinesi. Se c’è una cosa che non manca in Ticino è il granito. Qualsiasi tipo di granito. Non scavi una palata che non ci sia dentro un sasso. O due sassi. Oppure tiri su solo sassi con una velatura di polvere. 

I ticinesi hanno giocoforza fatto di necessità virtù, con lo gneiss delle loro valli hanno costruito case e stalle, tetti e muri divisori, muri di sostegno e tavolini, panche e viali. Insomma, il Ticino è un’ode al granito. In passato, l’arcaico Merlot del mesolitico, veniva versato in boccalini di gneiss, alcuni ritrovamenti li possiamo vedere esposti al museo di Castelgrande. Ma anche gioielli, orecchini , pendenti e spille in pietra, si possono ammirare tra le teche. Questa bigiotteria neolitica, ha dato geneticamente alle popolazioni autoctone la loro andatura gobba e dondolante, d’altronde orecchini di quarzo e granito Legiuna da due chilogrammi non sono facili da indossare con la necessaria disnvoltura.

In un periodo del neolitico ci furono anche dei tentativi, che non ebbero a quanto pare seguito, per la creazione di pantaloni, bluse e copricapi in pietra ollare. Probabilmente la poca malleabilità dei materiali, decretò la prematura fine dei manufatti. Sopravvissero per qualche secolo delle zoccolette in micascisto e dolomia saccaroide, poi abbandonate anch’esse per dei più comodi quanto inusuali zoccoletti lignei.

Comunque, dal massiccio del Gottardo alla dogana di Chiasso, a parte poche eccezioni, il Ticino prealpino è una pietraia che la metà è abbastanza. Certo è che agli occhi del ticinese, non famosissimo per la sua generosità, la pietra aveva molteplici vantaggi: si trovava per terra ed era gratis. Anche Svetonio Maiaraminus, un cronachista romano frontaliere, scriveva nel I secolo avanti Cristo un’ode ai ticinesi e alle loro pietre, in un latino intorbidato da influenze dialettali retiche e lepontiche: 

“Ticnensis un pocum tirannosaurus sunt et braccine cortem abendum. Capoccie sua sunt coriaceam quandem sassum graniticus. Sed non spendendunt nullus, raccaterunt da terram pietramem et consequentem bicoccam construivat, vilem tugurium ottenendum.” 

(Svetonio Cirillus Maiaraminus, de ticinensis populorum)

Trad: I ticinesi sono un popolo molto risparmioso e persimonioso. Cocciuti e orgogliosi come i loro graniti costruiscono meravigliose abitazioni con le loro pietre, ottenendo risultati valenti.

(continua)

E… per leggere la prima puntata vai qui

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