I negazionisti della siccità

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Mentre Giove Pluvio lucida i lampi e si gratta il pancione in permesso permanente, forse a tempo indeterminato, ecco puntuali sbucare i negazionisti della siccità, un raziocinante plotone che le panzane e le palle non se le beve, anche se poco resterebbe da bere : “L’emergenza dell’acqua è l’ennesima truffa, un modo per scroccarci altri soldi”.

Ormai acclarato il postulato che da tempo stiamo vivendo il nuovo periodo del “Rinascimento Becero e Oscurantista” delle controverità a prescindere, la greve afa di questi giorni sta squagliando sul web surriscaldate tesi complottiste.

Twitter e Telegram, come fiumi percorsi da una improvvida piena di scemenze di origine incontrollata , ospitano le squilibrate chiavi di lettura che omologano la presunta emergenza idrica come una deplorevole trovata del governo italiano che ribadisce la sua vocazione alla bugiardaggine confortata dalla ridondante complicità dei media “venduti e in mala fede”.

E se i filmati propongono la desolazione di alvei screpolati a squame di serpente, di corsi d’acqua da cui emergono triremi d’epoca romana o carriarmati della seconda guerra mondiale o villaggi rimasti sommersi in virtù di quel liquido che si sta nebulizzando nel sortilegio dell’aridume più devastante, ecco il Fenomeno del social pigiare i tasti del delirio : “Non esiste alcuna siccità. Solo un anno un pò più secco del solito! Basta con le stron**** “

I visionari della pioggia che cade a catinelle se la prendono di brutto con Mario Draghi perché sarebbe proprio lui -dopo aver innaffiato reiteratamente i suoi cento gerani mezzi annegati- ad architettare l’immane gabola estiva, allestendo la sceneggiatura di una finta emergenza.

Ma anche i presidenti della regione Lombardia e Veneto stanno ciurlando nel manico, dopo aver messo proditoriamente in naftalina la loro flotta di ombrelli griffati : “Le dighe sono colme ,quindi stanno trattenendo l’acqua alla fonte per creare siccità e rovinare i vostri raccolti”.

La congiura delle piaghe d’Egitto esonda sottraendo linfa ai campi dove sterminati raccolti, verdure e frutti reclinano il capo, traditi dai sicari della sceneggiata della finta sete.

Il gruppo Telegram “Libertà di espressione” posta le prove di droni che sorprendono bacini, laghi, crateri e oceani di acqua dolce inutilizzata, destinata a evaporare dentro le trame dell’ennesimo tradimento.

I no-siccità vedono acqua dovunque, occultata a puntino, travestita da zolla sfinita o da alberello assetato.

Pare che i governanti nascondano perfino ingenti derrate di pozzanghere confinandole nelle soffitte , assieme alle vecchie cianfrusaglie delle nonne. 

Gira voce che i no-siccità siano spesso anche gli stessi negazionisti del Covid, della guerra in Ucraina, del cambiamento climatico e dei problemi all’anca del Papa.

Nel contempo gira voce che la voce non gira, essendo quadrata.

Prendiamone atto, non essendo un dato di fatto in quanto il dato cela il misfatto.

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