Il mago di Riga e… degli scacchi

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Avete voglia di leggere la storia di un poeta, di un ribelle, maldetto e genio ? Allora «Il mago di Riga», scritto da Giorgio Fontana, fa per voi. E’ ambientato nel mondo degli scacchi e narra le gesta di Michail Tal, il più giovane campione del mondo della scacchiera. 

Avvertenza iniziale per i lettori: non dare troppo peso alla prima frase del libro. E’ funzionale al testo tutto ma può fuorviare. Il romanzo di Giorgio Fontana non è stato scritto solo per gli appassionati di scacchi. E’ godibilissimo anche da chi, come il sottoscritto, confonde il cavallo con la torre. 

Noi tutti abbiamo una concezione degli scacchisti, quelli veri che bazzicano le competizioni più ambite, abbastanza omogenea: freddi, calcolatori, con un potenziale intellettivo elevatissimo, magari anche disaffettivi. La letteratura specialistica, ed i filmati su «storici» scontri, ci dice questo. Poi… poi c’è qualcuno fuori dal coro.  Ma fuori tanto tanto. Addirittura «contro» il coro. Stiamo scrivendo di Michail «Misa» Tal, scoperto grazie al bel libro di Giorgio Fontana: «Il mago di Riga». 

Misa Tal è stato il campione del mondo più giovane, a 24 anni!, poi l’ha superato in anagrafe Kasparov. Era un folle e conduceva una vita assolutamente dissennata: decine di sigarette al giorno, tanto alcool, infinite avventure amorose. In competizione non introduceva mosse ipotizzando tutta una serie di movimenti successivi: lui guardava e interpretava gli spazi, pronto anche ai più grandi sacrifici (una torre, un cavallo) pur di occupare le aree come gli diceva l’istinto. Un qualche suo illustre avversario, addirittura, era giunto a chiedersi se il disperato di fronte a lui conoscesse le regole del gioco… e intanto lui li fregava, e vinceva. A suo modo una figura poetica, un maledetto. Definito anche il «George Best della scacchiera» (quello che diceva di aver speso milioni in alcool, donne e auto, tutto il resto disseminato») o anche il «Charlie Parker degli scacchi» (alla cui morte il medico scrisse nel referto: «età apparente: 65 anni, autentificata: 35!», questi i titoli di coda dell’eccelso jazzista). E anche Misa finisce così, con un colpo di scena da romanzo: quando malconcio all’ospedale viene a sapere di una gara alla quale partecipa Kasparov … scappa, lo va a sfidare e vince, poi torna nel nosocomio ed il giorno dopo muore. Leggenda ? Può darsi. Ma è bello pensarla così.

Però è verità quella per cui lui è sempre stato inviso al potere, sorvegliato perenne dal KGB. Nei tempi in cui il gioco degli scacchi era già una forma di competizione tra le due superpotenze della guerra fredda (chi la dimentica la successiva grande sfida tra l’americano Bobbi Fischer ed il russo Boris Spasskiy?) per l’Unione sovietica sarebbe stato magnifico poter ostentare un campione come Misa Tal. E invece, niente, bisognava nasconderlo. Perché ai loro occhi i «difetti» erano davvero tanti: non russo ma lettone, non genio calcolatore ma ubriacone istintivo, e … «persino ebreo». Se proprio gli si voleva fare un piacere, o lo si doveva fare, occorreva definire il suo geniale estro come «magia». E difatti ecco «Il mago di Riga». Scritto da Giorgio Fontana, edito da Sellerio. Un libricino di 130 pagine (dopo l’imponente saga familiare di «Prima di noi») che non vuole essere una biografia ma un racconto di libertà, la storia di un dissidente «de facto», di un puro che nel corso delle partite pensava ai giochi fatti con la propria bambina, alle cose più strane. E intanto accendeva un’altra sigaretta, ingurgitando l’ennesimo sorso. 

«Il mago fi Riga», 2022, GIORGIO FONTANA, ed. Sellerio 2022, pag. 136, Euro 13.00.

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