Il teschio e la rosa

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Qualche giorno fa, Ugo Ballinari, vicesindaco di Bissone, ha ricevuto come omaggio sul cofano della sua auto, un teschio di animale e una rosa. Un messaggio che resta un po’ criptico, perché potrebbe includere in sé sia minaccia che amore. 

«Ringrazio l’ammiratore o ammiratrice per il gentil dono lasciatomi sul parabrezza dell’auto. Se poi riesce a vincere la timidezza può tranquillamente contattarmi che così lo/la ringrazio di persona. Comunque non essendo un collezionista di teschi chiedo gentilmente d’evitare di donarmene altri. Un abbraccio, chiunque tu sia».

Scrive Ballinari su TIO. Che a Bissone in passato si siano presi a randellate, vista la serie di sindaci non proprio irreprensibili sfilati in municipio è un dato di fatto. Che Ballinari, attuale vicesindaco, sia uno che ha rotto i marroni per anni a certa gente è un ulteriore certezza. Ciò comporta per logica, che i manutengoli di passate amministrazioni, percepiscano il sindacato di Ballinari alla stregua della carta vetrata nelle mutande. (leggi qui sotto)

Nella mia attività quasi trentennale prima con il periodico satirico Il Diavolo e poi con GAS, ho ricevuto un po’ di tutto. Certo tante risate e complimenti ma anche lettere anonime, minacce via web, una volta anche un pacchettino con della carta igienica (sporca) e un’altra dei proiettili.

Mai una volta, mai, ho temuto per me o per i miei cari. Anzi, mi è sempre venuto da ridere e ho pensato che ci sono persone che stanno male davvero. Ammetto pure che c’era un malcelato orgoglio nell’idea di aver mandato certa gente talmente fuori dai gangheri da compiere atti così inconsulti. D’altronde è da quando ero piccolo che sono un “inzigone”, mia madre me lo diceva sempre. Ma nonostante le paure (comprensibili), la mia decennale esperienza sulle barricate e il fatto che sto sui marroni a mezzo Ticino, mi permette di dire che raramente chi commette atti di questo tipo poi passa ai fatti. Per cui mi sento di tranquillizzare Ballinari.

Gente di questo calibro va davvero compatita, con tenerezza, con comprensione. Noi minacciati dovremmo aprire le braccia in un ideale amplesso liberatorio. Si potrebbe anche aprire una casa famiglia per minacciatori, dove si insegnerebbe loro ad avere più stima e meno rabbia repressa, rabbia che poi si esprime attraverso questi gesti che, spiace dirlo, ma sono davvero infantili.

Comunque, caro Ballinari, sicuro che non sia una qualche ex fiamma respinta? La rosa rossa accostata al teschio ha un che di romantico anche se decadente e gotico. Comunque Ballinari è riuscito anche a incamerare la solidarietà dell’ex sindaco Ludwig Grosa, cosa di cui, suppongo, avrebbe volentieri fatto a meno…

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