JLo e il suo sgambetto al femminismo

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Sono volati stracci tra alcune esponenti del femminismo a stelle e strisce e la cantante, attrice e imprenditrice Jennifer Lopez nel frattempo diventata Affleck. Sì, JLo ora di cognome farà Affleck. È il cognome del marito Ben, l’attore Ben Affleck. E il fatto che Jennifer abbia deciso di prendere il cognome del marito è stato letto come un atto di sottomissione che non è di nessun aiuto alla causa femminista. Come se per ripianare secoli di patriarcato oppure per estirpare il maschilismo che intossica la nostra società bastasse una Jennifer Lopez che sceglie, decide di rimanere Lopez. 

“Chiamatemi Mrs. Affleck“. Solo pochi giorni il matrimonio avvenuto in gran segreto a Las Vegas, Jennifer Lopez e Ben Affleck, soprannominati dalla stampa i Bennifer, continuano ad essere la coppia più chiacchierata dell’estate. E ad aver dato loro una mano c’è la scrittrice e giornalista Jennifer Weiner che, dalle colonne del New York Times, ha tuonato contro la scelta della cinquantatreenne JLo. Ma mentre ancora stava festeggiando con il neo-marito e i figli dei due il compleanno in giro per Parigi, in America, comunicava ai 219 milioni di iscritti alla sua newsletter “On the JLo”, che d’ora in avanti sarebbe stata la signora Jennifer Lynn Affleck. 

Apriti cielo. Per la Weiner si è trattato di una vera e propria sottomissione. Un gesto che non dice “faccio coppia con lui” quanto “appartengo a lui”, scrive sul New York Times la Weiner. L’autrice prosegue sottolineando che, viste le difficoltà che il femminismo sta attraversando in America, la scelta di JLo risulta anche “particolarmente scoraggiante”. Una bocciatura che ha scatenato la polemica sui social. A rincarare la dose anche Rachael Robnett, psicologa dell’Università del Nevada che dichiarato: “La scelta di JLo riflette il maggior status e il potere degli uomini nelle relazioni e nella società. La gente considera prendere il cognome del marito una simpatica tradizione. Ma è in gioco il potere. E il potere conta”.

Negli Stati Uniti, però, la maggioranza delle donne intraprende la stessa scelta di Jennifer. Secondo uno studio del 2015, solo il 20 per cento delle donne conserva il cognome da nubile. Il rimanente 80 per cento (un esercito di sottomesse?), ha comunque deciso, anche per praticità, di prendere quello del marito, con un gesto che però, almeno per Jennifer Weiner affonda le radici nel patriarcato e in leggi medievali secondo cui, per legge, una moglie perdeva qualsiasi identità individuale al momento del matrimonio. E a capo di questo esercito di sottomesse ci sarebbe JLo.

Lei, una che ha un cachet da 25 milioni di dollari a film, possiede un proprio jet privato e ha un piccolo impero commerciale al quale di recente si è aggiunta pure una linea di cosmetici per il corpo. Una vittima e complice del patriarcato e un pessimo esempio per il femminismo? Mah. Mi astengo dal giudicare le parole della Weiner, voglio però concludere con il pensiero di una donna, di una giornalista e animatrice radiofonica Marta C. che su facebook ha commentato così: “E se fosse invece un gesto d’amore che vuol dire io sono un tutt’uno con lui? Allora verrebbe fuori che sarebbe meglio fosse l’uomo a prendere il cognome della moglie. Perché lei e non lui. Sicuro. Ma siccome non credo abbia avuto una pistola alla tempia, e cazzo Jennifer Affleck sarà tante cose, ma mi spiace per voi, scema credo proprio di no, immagino sia un gesto d’amore che riguarda solo loro due. Di scoraggiante qui trovo molto altro.”

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