La ‘metamorfosi moderna’ di Nova

Pubblicità

Di

«Nova»: una storia di metamorfosi moderna, un viaggio fuori e dentro la propria esistenza. Dalla banalità del vivere alla liberazione. Forse. 

È giovane, è riuscito a farsi aprire le agognate porte della casa editrice Adelphi (caso non tanto frequente per un esordiente) ed al suo secondo titolo è arrivato in finale al Premio Strega (proprio quest’anno). Stiamo scrivendo di Fabio Bacà e del suo «Nova». 

Un romanzo difficile da definire. Ha risvolti psicologici (il protagonista trova un suo alter-ego che ne cambia improvvisamente l’esistenza), momenti di giallo (con intensificazione di ritmo e incognite alimentate da suspense), dinamiche familiari inespresse (come a sottintendere un vuoto comunque latente) e per non farsi mancare nulla ogni tanto si lascia pure sfuggire una qualche occasione di umorismo. 

Tanta roba insomma. La trama è importante ma non decisiva. La tranquilla esistenza di una famiglia piccolo borghese (lui neurochirurgo, lei logopedista accanita vegana, poi il figlio adolescente con ormoni in crescita, due gatti e un cane) viene improvvisamente sconvolta da un fatto casuale: la moglie viene molestata all’entrata di un ristorante e lui, il marito, vede tutto ma resta inerme, incapace di qualsiasi reazione. Poi per fortuna l’intervento di un terzo rimette le cose nella normalità. Si fa per dire perché nella testa del neurochirurgo (intrigante questo stato con la testa di chi opera la testa!) tutto cambia. L’ «essere o non essere» è riportato al concetto stesso di violenza (esserne dominati o dominarla?) e la conoscenza del salvatore della moglie apre al protagonista un percorso nemmeno lontanamente ipotizzato prima. Un viaggio che mette in discussione tutta la rete di relazioni accumulate (con l’arrogante vicino, fonte di continui battibecchi e … querele), con il proprio superiore medico specializzato capo-reparto, con la moglie e lo stesso figlio. In fondo in fondo con il proprio io. E il finale, sorprendente, è semplicemente da applausi, grazie ad un capitolo da antologia. 

La forza di Fabio Bacà è nell’assunzione di uno stile «barocco ma non lezioso, visionario» («Oltre le mura il traffico era rapido e rarefatto, una rarità in quel periodo dell’anno Davide aveva guidato con la radio accesa su un canale di vecchi classici, sospeso nell’orbita anulare dei pensieri, scie che precipitavano come frammenti asteroidi dietro i suoi occhi.») e nel saper descrivere con profonda precisione lo stato d’animo («Emanava pace, solidità, coesione al mondo. Chi era quell’uomo? E cos’era quel posto?»). Non si tratta di mera bella scrittura ma di una scelta linguistica adeguata all’irruenza dei fatti che si susseguono in un crescendo che non casualmente ha colpito un bel po’ di lettori. Fino al punto di approdare nel ristretto novero dei finalisti dello Strega. Per un quasi cinquantenne non è poco. E per la narrativa italiana il nome di Fabio Bacà è sicuramente una «new entry» da tenere sottocchio. 

«Nova», 2022, FABIO BACA’, ed. Adelphi, 2022, pag. 280, Euro 19.00.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!