La suorina e i diritti gay

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Due modelle che si baciano nei vicoli di Napoli, una suorina minuta e scarna che si avvicina e le apostrofa: ““Che fai? No! È il diavolo!”.

Il film c’è in effetti, quello che si teneva era lo shooting fotografico della serie TV “Mare fuori”, che racconta le vicende di alcune ragazze in un carcere minorile. La suorina invece è stato un fuoriprogramma indesiderato, che ha però suscitato la solita valanga di polemiche, sia da una parte che dall’altra, su omofobia e diritti gay. (guarda il video)

Serene e gentili, sono comunque state le parole di Antonello Sannino dell’Antinoo arcigay di Napoli:

“Non ho visto una reazione aggressiva ma perfino stupita, sembra una signora uscita da un’altra epoca. Fa persino quasi tenerezza, è un pò come se fosse stata catapultata in una epoca che non è la sua”.

E sì, fa quasi tenerezza questa minuscola nonnina, che ha valori che ormai non sono più condivisibili. Una persona che è più comprensibile invece del gestore della pizzeria del Presidente”, sempre di Napoli, che era assurto qualche giorno fa alle cronache, per un analogo caso di omofobia, più aggressivo e meno comprensibile di questo. (leggi qui sotto)

Perché i diritti dei gay, devono involontariamente scontrarsi con quelli di persona anziane, che sono cresciute da sempre con un’idea della società che non contempla coppie omosessuali, transgender o altro. 

Le conquiste dure e faticose cha ha fatto il popolo arcobaleno negli ultimi decenni, deve confrontarsi se possibile in serenità con un mondo antico che fatica a capire o che proprio non ci riesce. La tolleranza in questo senso, a mio parere, deve essere un riflesso di quella che ha permesso al mondo LGBTQ+ di arrivare fino ad oggi.

E se è vero che c’è ancora molta omofobia al mondo, è anche vero che passi da gigante sono stati fatti, dalle unioni civili ai matrimoni gay. Dal riconoscimento di diversità di genere, sancite anche dalla legge, alla possibilità di scegliere e decidere chi e cosa essere.

Quella suorina stupita e spaventata, come citato da Sannino, che ne ha compreso il disturbo emotivo, è in effetti il retaggio di epoche passate, che vengono superate dai tempi e dalla storia. 

Il percorso come sempre è a ostacoli, a volte crudo e a volte doloroso, ma è solo con la reciproca comprensione o col tentativo di essa, che si possono davvero fare dei passi avanti, per una società civile più buona e inclusiva, più comprensiva e felice.

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