Lorenzo mostra i muscoli

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Come potevamo facilmente immaginare, Lorenzo Quadri si gonfia come un tacchino e promette tuoni e fulmini al sindaco comasco Alessandro Rapinese. La polemica si incentra sulla linea dura di Rapinese nei confronti degli automobilisti stranieri, soprattutto svizzeri e ticinesi. Automobilisti che spesso violano crassamente il codice stradale soprattutto con parcheggi selvaggi.

Razzismo da parte del sindaco lariano? Macché, il problema è che svizzeri e ticinesi, la maggior parte delle volte, tornano oltre confine alla chetichella, dopo aver fatto shopping o essersi abbuffati di sushi, senza pagare le multe. Come dicevamo in un precedente articolo (leggi qui sotto):

“Teniamo presente che i mancati incassi relativi alle multe per la città, ammontano a 300’000 euro l’anno, e la maggior parte di coloro che non pagano sono ticinesi e svizzeri.”

Nel suo blog Quadri, con la solita retorica d attaccabrighe, parla di “Aizzare l’odio contro i ticinesi”, come se a Como ci fossero orde italiche munite di fiaccole e forconi pronte a far la pelle ai poveri ticinesi che fanno la spesa all’Iper di Grandate. Quadri comunque, evoca striscianti e velate minacce.

“…Fomentare l’odio contro i ticinesi non è una scelta politica molto accorta quando un numero elevato di tuoi concittadini/elettori fa il frontaliere e quindi ha la pagnotta sul tavolo solo grazie al Ticino. E quando, sempre grazie al Ticino, incassi fior di ristorni delle imposte alla fonte dei frontalieri: un travaso di milioni del tutto ingiustificato e che andrebbe azzerato all’istante. E questo indipendentemente dai carri attrezzi “dedicati”.”

Io insisto, basta stare alle regole del codice stradale e non c’è nessun problema, questo Vale a Como, come a Glarona. Ma il tignoso e livoroso Quadri vuole sempre vedere il sangue e minaccia ritorsioni che, ovviamente, non è in grado di attuare perché non è lui a deciderle:

“…Un sindaco di Como potrebbe magari anche ricordarsi che, se per caso agli svizzerotti venisse in mente di reintrodurre i controlli sistematici ai valichi di confine – un passo che sarebbe doveroso -, poi si ritrova le code dei pendolari fino in centro città.”

Poi quadri reitera la sua teoria: di sicuro le macchine con targhe ticinesi multate a Como sono proprietà di impenitenti terroni:

“E’ bene ribadire che un conto è la targa del veicolo, tutt’altra cosa il passaporto del conducente. In Ticino gli stranieri sono quasi il 30% della popolazione residente. Percentuale a cui va aggiunta una quota imprecisata, ma assai elevata, di beneficiari di naturalizzazioni facili.

Per quanto ne sappiamo, dunque, il titolare del SUV posteggiato in sosta vietata a Como potrebbe anche essere italiano, o comunque non svizzero.”

Eh sì, la piaga dei “non svizzeri”. Gente infida, fannullona, approfittatrice. Una congrega mista di canagliume vario che non fa che suggere prezioso nettare dall’operoso alveare svizzero e patrizio, al quale gente come Quadri appartiene. Gente che, ovviamente è superiore a tutti, più nobile e dignitosa dell’informe massa italica e straniera.

Insomma, se Rapinese cerca visibilità facendo la guerra ai ticinesi, Quadri non si tira certo indietro, spolverando la solita retorica con cui vive da decenni alle spalle di tutti i contribuenti ticinesi e Svizzeri. Una bella scazzottata estiva, di quelle che alla fine ti mettono di buon umore dal tanto che sono insulse. Noi nel frattempo stiamo all’occhio, vuoi mica che ci perdiamo qualche gossip estivo sulle multe d’oltrefrontiera?

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