‘Non mescoliamoci con altre razze’

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Razze. È strano vedere, dopo tentativi disperati di politically correct, tornare questi vergognosi epiteti figli di un abisso che pensavamo ormai divorato dalla storia.

Una storia che faceva della purezza della “razza” (che non esiste, ricordiamolo, quella umana è un’unica “razza”). Che ci siano degli imbecilli neonazisti in tutto il mondo che regolarmente si richiamano a queste paure idiote anche se ancestrali è normale. Che lo facciano dei capi di stato, come l’amato (dalle destre di tutta Europa) Viktor Orban, fa quasi vomitare, perché l’utilizzo di queste ansie etniche viene fatto a scopo puramente politico. Come quel Salvini che oggi, terminato il covid, tenta di rispolverare quell’odio anti immigrati che è riuscito magistralmente a cavalcare per anni.

Ma torniamo ad Orban. Il leader magiaro sarebbe in apprensione (mi viene da ridere) per la “mescolanza di razze”, come dice lui. Le sue parole, scaturite come fango da una cloaca, sono state pronunciate al Tusvanyos summer in Romania. La cosa che fa ridere è che il Tusvanyus summer (o meglio Bálványos Free Summer University and Student Camp), è un laboratorio intellettuale su larga scala del bacino dei Carpazi che si tiene ogni anno a Băile Tușnad , Romania che originariamente intendeva promuovere la cooperazione transfrontaliera e il dialogo rumeno-ungherese. Oltre ai temi politici e pubblici, c’è anche l’opportunità di rilassarsi e divertirsi, partecipando a eventi sportivi o culturali.

Fa comunque ridere sentire parlare di Razze, soprattutto da uno come Orban, che è figlio di una terra di conquista. E non parliamo dei romani, che tutto sommato possiamo ritenere europei. Le pianure pannoniche vennero occupate dagli Unni (asiatici), Ostrogoti e Longobardi (germanici) poi dagli Avari di origine turca. Alla fine arrivano i magiari o Ungari (da cui prende ancora oggi nome l’Ungheria) che, spostandosi dagli Urali si mescolano al ricco substrato che trovarono. Dunque gli ungheresi sono proprio frutto di quel miscuglio di razze tanto inviso a Orban. Non parliamo poi dei rumeni, che sono di fatto coloni italiani (romani) impiantati nella regione da Traiano dopo il genocidio dei Daci, l’antica popolazione che occupava, appunto, l’attuale Romania. 

“Se non avremo una svolta demografica, la nostra popolazione sarà sostituita presto da stranieri”, eh, appunto. Se non te ne sei accorto, Viktor, “stranieri” lo siete già e vi siete mescolati come procioni in estro per centinaia di anni.

Secondo la trita teoria di Orban, l’occidente sarebbe in declino perché cederebbe alle orde straniere (leggi immigrati) che sostituirebbero, non si sa per quale disegno o per quali oscure trame, la popolazione autoctona. Il ragionamento richiama il riritrito piano Kalergi, una fesseria nata nell’800. Una teoria che trova terreno fertile tra tutti i politici di destra, Lorenzetto Qaudri compreso (leggi qui sotto

Le migrazioni, che percorrevano l’Europa centinaia di anni fa, hanno costruito le nazioni di oggi e sono il substrato sociale ed etnico su cui siedono anche Orban, meloni, Salvini, Le Pen e Quadri. Magiari, Unni, Greci, Turchi, Mongoli, Gepidi, Ostrogoti, Arabi, Normanni, sono alla base dell’Europa di oggi. un Europa che è cresciuta e si è consolidata nello stato attuale. Parlare di sostituzione etnica con una storia del genere alle spalle, che invece conferma proprio che sono le migrazioni a costruire le nazioni, è ridicolo, vergognoso e in malafede. 

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