Possiamo riordinare la stanza

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In giorni di canicola, col termometro impazzito che schizza tra i 35 e i 40 gradi, parlare di mare raffredda anche solo il cerebro. La buona notizia, che ci rinfresca anche lo spirito, riguarda le balene, che con lo stop alla caccia in vigore da decenni, stanno aumentando il loro numero in Antartide.

Un’indagine fatta da biologhe marine tedesche, Helena Herr, dell’Università di Amburgo, e di Bettina Meyer, dell’Istituto Alfred Wegener nella città di Bremerhaven, realizzate nel 2018 e 2019 nei pressi della Penisola Antartica, hanno potuto monitorare più di 100 esemplari di balenottere comuni che superavano i 20 metri.

Il baluardo degli irriducibili cacciatori di balene, si è inoltre assottigliato, con la decisione da parte dell’Islanda, di interrompere del tutto la caccia nel 2024. Una pratica che in realtà è vietata dal 1986. Paesi come il Giappone, la Norvegia e l’Islanda però, aggiravano il divieto con la scusa della cattura per motivi scientifici, una farsa che si è perpetrata fino ad oggi.

La balenottera comune, (le balenottere si distinguono dalle balene per la forma più affusolata) può raggiungere i 26 metri di lunghezza. Grazie alla sua forma idrodinamica, è una nuotatrice veloce e può raggiungere i 30 chilometri orari nonostante un peso che supera le 70 tonnellate.

Secondo gli studi dei biologi, la popolazione delle balenottere comuni, sarebbe per la prima volta in aumento in Antartide e sarebbe tre volte quella dei mari australi.

In un mondo che ci propina troppo spesso notizie tragiche riguardanti il clima, la fauna e la flora, questa notizia diventa una ventata di aria fresca, e ci fa capire quanto sia fondamentale l’intervento dell’Umanità per rimettere a posto ciò che è stato rovinato, distrutto o sfruttato.

L’uomo oggi è alla stregua di un ragazzino con la stanza in uno stato pietoso, (e molti genitori sanno di che parlo). Fare ordine, pulizia, gettare cartacce e barattoli di yoghurt, lavare e piegare i panni, cambiare le lenzuola è un lavoro improbo per l’adolescente. Allo stesso modo, riparare i disastri di secoli è una sfida improba che fa tremare le vene dei polsi e che rischia di sconfinare nello scoramento.

Eppure, la sorte della splendida balenottera, che di comune non ha nulla se non il nome, è un segnale di speranza che ci spiega come l’uomo, se vuole, può davvero cambiare il corso di una storia di cui è protagonista, una storia che può avere un lieto fine solo se l’Umanità sarà disposta a fare davvero ordine. Come diceva Churchill durante la seconda guerra agli inglesi: “Non posso promettervi altro che sangue, fatica, lacrime e sudore…” ma il premio alla fine sarà incommensurabile. Un’altra vittoria, dell’Umanità stavolta, se saprà tenere duro e lavorare coesa.

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