Un abbonamento a 9 franchi?

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9 euro al mese. È l’offerta pilota del governo germanico per i trasporti pubblici cittadini. Una misura volta a contrastare il rincaro energetico dovuto al conflitto ucraino, ma anche l’enorme opportunità di testare gli effetti di una misura che fino a ieri sembrava utopia e dei cui effetti parleremo a breve.

Già qualche anno fa, gli scandinavi ci avevano provato (d’altronde quella è gente che non perda il treno…). Nel 2019, Västtrafik, la società di trasporti pubblici locali svedesi di Göteborg, aveva avviato un test pilota di due settimane offrendo abbonamenti gratuiti, con lo scopo di influenzare pesantemente le abitudini dei pendolari che regolarmente intasavano le strade.

La Västtrafik lancia iniziative di questo tipo già dal 2010: ogni qualvolta che qualcuno si trasferisce in zona gli viene offerto un abbonamento di prova. Un modo di agire che ha fruttato 100’000 nuovi abbonati ai trasporti pubblici svedesi.

Ma la Germania va oltre. L’offerta tedesca, nominata “9-euro ticket”può essere attivata mensilmente fino alla fine di agosto, e dà accesso all’intera rete locale (bus, tram, metropolitane, treni regionali) relativa alla propria città.

Già ora, uno studio effettuato (Tom-Tom International per conto dell’agenzia Deutsche Presse Agentur), prova che in 23 delle 26 principali città tedesche, il traffico delle ore di punta è drasticamente diminuito se non scomparso. Roba che se lo dici a quei poveracci del Mendrisiotto ti prendono per uno che crede agli gnomi di Boscofrondo.

Ma i tedeschi non scherzano, e ce lo hanno dimostrato più volte nei decenni passati. Se vogliono raggiungere un obiettivo ce la fanno quasi sempre.

Per i dubbiosi, i dati certificano proprio che il calo del traffico è avvenuto in concomitanza con l’emanazione della nuova offerta, e le cifre sono decisamente impressionanti: 21 milioni di nuovi utenti, che si aggiungono ai 10 milioni di abbonati già esistenti, in poche parole un aumento del 200% dell’utenza soprattutto ferroviaria, che ha spinto la Deutsche Bahn ad aumentare anche la cadenza e il numero dei treni.

A una pesante domanda di trasporto pubblico, la rete deve reagire immediatamente, creando così un circolo virtuoso. E se anche a fine agosto l’offerta terminerà, come ci insegna l’esperienza scandinava, numerosi saranno gli utenti che, una volta provati i vantaggi del trasporto pubblico, sposeranno la causa lasciando a casa l’automobile.

E in Svizzera? È un’ipotesi così peregrina, in uno dei paesi più ricchi del mondo, contribuire ad abbassare drasticamente il prezzo dei mezzi pubblici per guadagnare in qualità dell’aria e in stile di vita?

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