Un pianeta senz’acqua

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Vista dallo spazio o dalla Luna, la Terra ci appare come un puntino azzurro nell’Universo. Il nostro pianeta è il pianeta azzurro per antonomasia. Una sorta di oasi nello spazio. La ragione è dovuta al fatto che sette decimi della sua superficie sono coperti da oceani. Da acqua. Eppure entro meno di trent’anni, il 75% dei Paesi del pianeta, dovrà fare i conti con la carenza d’acqua dolce causata da una sempre più frequente siccità. Un paradosso che rischia di compromettere la sopravvivenza di tutta la vita presente sulla Terra.

Il più recente rapporto delle Nazioni Unite sul pericolo siccità parla chiaro. Non c’è acqua per tutti. Sembra impossibile, eppure è così. Già oggi più di due miliardi di persone non dispone di acqua potabile per vivere. Inoltre ogni giorno muoiono più di 5’000 persone a causa di malattie legate alla scarsità e all’inquinamento dell’acqua. Il problema della carenza idrica è un problema globale a dir poco allarmante. Entro il 2050 la siccità colpirà quasi tutti i Paesi del mondo con drammatiche ripercussioni sull’ecosistema, sulla biodiversità e sulla salute umana. 

A lanciare l’allarme è il nuovo report dell’ONU. Entro il 2050, la siccità potrebbe colpire oltre il 75% della popolazione mondiale. Dai 5 ai 5 miliardi e mezzo di persone potrebbero trovarsi a vivere in aree prive di risorse idriche. La mancanza d’acqua porterà a conseguenze gravi, come la desertificazione, cioè il degrado e la perdita di fertilità del suolo, con le conseguenti carestie. Un’accoppiata che spesso e volentieri contribuisce anche alla diffusione di gravi malattie quali il colera, l’epatite e la febbre tifoidea. A tutto questo va poi aggiunto il fatto che l’acqua, in futuro, sarà inevitabilmente una risorsa contesa. Aspettiamoci delle guerre.

Dall’analisi condotta emerge inoltre che, dal 2000 a oggi, la siccità è aumentata del 29% e che 700 milioni di persone o più potrebbero essere sfollate per il rischio siccità entro il 2030, un bambino su quattro vivrà in aree toccate da grave siccità entro il 2040 e che più di tre quarti della popolazione mondiale potrebbe essere colpita dalla siccità entro il 2050. Siamo dunque a un bivio. Di fronte a un’emergenza. È necessario immaginare e mettere in atto il prima possibile soluzioni che ci permettano di affrontare tutto questo invece di continuare a tergiversare o peggio far finta di nulla. Anche perché continuare a ignorare il problema non è più possibile. Ciò che sta accadendo è davanti ai nostri occhi.

L’Artico, la più grande riserva d’acqua dolce del Pianeta, si sta surriscaldando ben sette volte più della media globale e il rapido aumento delle temperature provocherà inevitabilmente anche un aumento dei fenomeni meteorologiche estremi in Nord America, Europa e Asia.E comunque, della siccità, proprio nel corso degli ultimi mesi, ci siamo già fatti un’idea grazie a quanto sta purtroppo accadendo un po’ in tutta Europa e in Italia in particolare, dove il Po si è ridotto a un rigagnolo, con l’avanzamento del mare nel delta del Po, che è arrivato a oltre 30 chilometri, una quota mai raggiunta prima. Con l’acqua salata che ha invaso i campi coltivati.

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